Il presidente del Cnel: “La conoscenza della lingua è il primo strumento di inclusione sociale e di democrazia
Il decreto scuola approvato ieri dal Consiglio dei Ministri ha il merito di mettere al centro la conoscenza dell’italiano, a prescindere dal passaporto. È la scelta giusta, perché la lingua è il più grande strumento di inclusione e di democrazia, la chiave che apre gli ascensori sociali. Il tema non è nuovo. Da Mattarella a Gelmini, per arrivare a Valditara, tutti i ministri dell’Istruzione hanno cercato di comporre classi equilibrate sul piano linguistico, e già nel dopoguerra tanti insegnanti si trovarono in aula i figli delle migrazioni interne, con i loro dialetti e le loro fragilità. Oggi parliamo di mille, duemila classi su 300mila. Un fenomeno circoscritto, che nelle aree a più forte immigrazione però pesa. Chi parla di esclusione e discriminazione dice il contrario della verità, e le polemiche strumentali finiscono sempre per ricadere su chi le fa. Lo ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta in una intervista a Radio Radicale.





