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Il governo Meloni si rimpasta o non si rimpasta

Rimpasto sì rimpasto no. Tutti lo escludono ma tanti ne parlano. Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo, si susseguono voci su chi possa prendere il suo posto e se questa pedina possa essere la prima a essere mossa in un più ampio rimpasto dentro al governo guidato da Giorgia Meloni. La Repubblica fa le previsioni.

Tra i primi nomi a uscire per sostituire la pitonessa, c’è stato quello del leghista, ed ex presidente della regione Veneto, Luca Zaia (nella foto). Anche se da via Bellerio, dove ieri si è riunito il partito guidato da Matteo Salvini, non si sgomita per avere un posto in più nell’esecutivo. Tanto che in pole resta il deputato di Fratelli d’Italia, Gianluca Caramanna.

Stesso discorso vale per il ministero dello Sviluppo economico, dove il titolare, Adolfo Urso, è sotto tiro da tempo. Un dicastero dai dossier scomodi, avrebbe detto il vicepremier del Carroccio a porte chiuse, e dunque capace di esporre chi lo guida a potenziali fallimenti. Proprio Urso, davanti alle continue indiscrezioni sul suo conto, ha risposto ai giornalisti da Washington dove si trova per una serie di incontri: “Io mi occupo del mandato che mi è stato conferito da Giorgia Meloni e dal parlamento italiano”. 

C’è poi da vedere chi prenderà le deleghe di Andrea Delmastro, dimessosi da sottosegretario alla Giustizia e alle prese con il “caso Bisteccheria”. Al suo posto, tra i nomi più papabili, si fa quello della deputata di FdI Sara Kelany.

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