Il caso Ranucci bestemmia per bestemmia e tanta prosopopea
“Come vado sostenendo quasi da solo, incredibilmente, in questa modestissima postazione professionale – scrive Francesco Damato su StartMag -, il problema della consapevolezza, condivisione e altro di Ranucci rispetto ai progetti politici dell’amico è importante, per quanto neppure adombrato curiosamente dai dirigenti della Rai nelle motivazioni della loro decisione di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Che, se condizionata nei mesi passati non dalla “vanità” rimproveratagli oggi da Vauro in una intervista assai critica al Corriere della Sera, ma dalle ambizioni politiche, sarebbe una motivazione della rimozione non scalfibile neppure dal magistrato più indulgente e meglio predisposto verso il giornalista. Una condizione a fin di carriera politica in un’azienda televisiva del cosiddetto “servizio pubblico” sarebbe stata e sarebbe una bestemmia in Chiesa”.
“Bestemmia per bestemmia, diciamo così, segnalo quella di Giorgio Mottola, un inviato di Report pronto ad incontrare Ranucci per dargli del “fesso e poi abbracciarlo”, che ha definito la rimozione del conduttore, parlandone al Corriere della Sera, “un colpo di Stato”. Che deve essere messo davvero male se lo si ritiene in pericolo o addirittura già abbattuto per la non inedita vicenda di un conduttore televisivo entrato in rotta di collisione con la gestione di turno dell’azienda pubblica. Qui si è persa la misura di ogni cosa, pur in persone che dovrebbero averla in quantità speciale nella loro vantata specialità investigativa” conclude Damato.





