Il Campo largo con l’ossessione primarie
Sarà anche vero, come dice Elly Schlein che Pd, M5S e soci sono d’ accordo su 4800 punti programmatici e riusciranno ad accordarsi anche sui 3 che mancano. Ma purtroppo quei 3 sono determinanti: riarmo, Ucraina e anche patrimoniale. Per di piu’ le distanze sulle primarie, ormai diventate un’ossessione, sembrano allargarsi: pare che la maggioranza degli iscritti al Pd non le voglia, preferendo la regola che tocca al partito piu’ forte esprimere il premier, principio del resto mai messo in discussione in Gran Bretagna o Germania. Lo scrive InPiù.
Ma se il principale alleato, cioè Conte, non ci sta a riconoscere l’ “egemonia” piddina, che si fa? Le primarie sembrano dunque inevitabili e si finirà per litigare sui dettagli: gazebo o anche voto on line? Turno unico o ballottaggio? Sicche’ quando mai si faranno, le primarie non saranno quella “festa di popolo” che alcuni sognano, ma una “domenica dei lunghi coltelli”. E ora si litiga anche sui possibili alleati di centro: Schlein ha già accolto Renzi, che potrebbe allargare la sua “Casa riformista” a Ruffini e Gabrielli, mentre Conte spinge i Civici di Onorato e non perde occasione per punzecchiare Matteo ancorato al suo 2%, pur necessario per cercare di vincere. Insomma, il campo largo resta “tenacemente diviso” prigioniero di un bipolarismo che costringe a tenere insieme il diavolo e l’acqua santa, come si vede nelle votazioni dell’Europarlamento: martedì sullo “scudo democratico contro la disinformazione” (cioè contro le infiltrazioni russe) entrambi i nostri poli si sono divisi: Fi, Pd, Azione a favore, Lega, M5S, FdI e Vannacci contro. Ma in Italia i poli divisi continuano a stare insieme.





