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Politica

D’Alema riunisce a Roma i sindaci di centrosinistra

Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla 106° edizione del Giro d'Italia, oggi 28 maggio 2023. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La strada sembra ormai segnata. Giuseppe Conte ed Elly Schlein corrono verso i gazebo, si sfidano a distanza e nei sondaggi (ieri ne sono apparsi due nuovi, con risultati opposti). Eppure c’è ancora una ridotta che spera in un’altra soluzione: sono i sindaci, l’Anci “no primarie”, gli scettici della conta come Gaetano Manfredi, che manda un messaggio dritto ai duellanti: “Se le evitiamo è meglio”.

Li ha radunati ieri Massimo D’Alema, a Roma, in Campidoglio, per la presentazione della rivista di Italiani europei. L’ex premier ha avuto un colloquio privato con tutti gli amministratori. Poi, nel suo intervento, ha prima di tutto voluto sgombrare il campo dagli equivoci: “Nessun partito dei sindaci. E’ una sciocchezza, così come è una sciocchezza che noi sosteniamo Conte”. Ma D’Alema non ha risparmiato, a suo modo, le critiche al campo largo. “Bisogna trasformare quel no del referendum in un sì, in un progetto per l’Italia. E’ un’operazione che non è ancora partita”. Del resto è convinto che nella situazione attuale, con certe divisioni, concentrarsi sulle primarie sia “una follia”.

Tra i relatori dell’iniziativa si va da Manfredi a Roberto Gualtieri (nella foto), i più attesi, considerati a lungo potenziali federatori. Qualcuno ci crede ancora. Tra chi farebbe volentieri a a meno della conta nel centrosinistra comunque ci sono anche Matteo Lepore, Vittoria Ferdinandi e Massimo Zedda, così come Beppe Sala. L’ultimo numero della rivista s’intitola “Governare le città, governare l’Italia” e ospita gli interventi dei sindaci, ci sono anche Sara Funaro da Firenze e Vito Leccese da Bari, per dare un contributo e idee al centrosinistra. Appunti per Schlein, che negli ultimi giorni ha mandato segnali ai suoi amministratori e ieri, non per caso, si è presentata in Campidoglio. C’è il saluto, la carezza, di D’Alema che la ringrazia. 

Dice Manfredi, uno dei primi esperimenti riusciti di alleanza a sinistra, il regista del campo largo campano: “Le primarie? Se le evitiamo è meglio”. Teme il regolamento di conti, esclude ogni tentazione. “Sicuramente non parteciperò”. E se le chiedessero di fare il federatore? “Non rispondo”. Ecco Lepore, lui che a Bologna per i gazebo c’è passato. “Ben venga evitarle se riusciamo a trovare un leader in un altro modo”. Nella stessa direzione si muove anche Sala, che l’anno prossimo concluderà l’esperienza a Milano: “Le primarie non devono essere un dogma”. E tra i sindaci convocati da D’Alema potrebbe esserci un’alternativa? “Adesso si parla di Manfredi, di Gualtieri e Salis. Tre nomi eccellenti, posso dire questo”. Diversamente, senza una soluzione condivisa, le primarie saranno “necessarie”. In questo caso “voterò senza dubbio Schlein”, dice ancora Sala che si tiene alla larga dalle polemiche tra i centri, da Renzi a Onorato. Ha preferenze? “E’ importante avere una forza liberaldemocratica, ma non sono della partita. Mi sento più vicino al Pd”. Pure gli altri sindaci presenti, comunque, preferirebbero una via alternativa alle urne di coalizione. E mentre il primo cittadino di Cagliari, Zedda, dice che il gazebo non devono essere “un dogma”, Ferdinandi, che a Perugia guida un campo molto largo, mette in guardia: “Prima il programma. Le primarie? Una trappola in cui siamo caduti”. E ora c’è il rischio boomerang, le lacerazioni che la sfida Conte-Schlein può portarsi appresso. Sull’Ucraina se n’è avuto un assaggio lo scorso weekend ma anche ieri quando il leader M5s ha ribadito: “Se continuiamo a mandare le armi a Kyiv, in cosa siamo alternativi a Meloni?”. Tra qualche giorno il M5s è a Milano con Nova e i toni potrebbero alzarsi ancora.

E’ il timore che circola tra i dem, anche se ieri Stefano Patuanelli (a La7) ha provato a raffreddare gli animi, dicendo che le primarie sembrano oggi inevitabili, ma c’è sempre il modello regionali. “Se si ritene possibile l’individuazione di una figura esterna, il M5s è disponibile”. Ma deve essere la segretaria Pd a fare il primo passo, indietro. Ipotesi sempre più complicata considerando le parole pronunciate da Schlein, chiudendo la festa dell’Unità: è convinta di vincere. Per questo si è messa in moto la macchina dem. Anche il correntone si muove, promettendo ufficialmente di sostenere di Schlein. Ma resta la grande incognita di quando si andrà a votare: da qui passa la scelta della data dei gazebo. Nel frattempo l’aria che fa capo a Franceschini-Speranza-Orlando ha deciso di far slittare l’appuntamento di Montepulciano, a cui dovrebbero partecipare tutti i leader del campo largo, al 23-24-25 ottobre. Inizialmente era previsto per il primo weekend dello stesso mese, ma c’è la Leopolda di Renzi e poi il Melonellum arriva alla Camera. Così è arrivato il cambio di programma.

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