Ignazio Visco alla camera di commercio elogia le pmi italiane: “Sono meglio delle tedesche”
“Il protezionismo Usa non è un’invenzione di Trump, è iniziato dopo il 2008 e oggi il mondo deve fare i conti con una crisi della globalizzazione dalla quale si può uscire solo attraverso la cooperazione”. Lo ha detto Ignazio Visco, governatore onorario della Banca d’Italia, che ha guidato per due mandati dal 2011 al 2023, durante il Colloquio dell’economia che si è svolto in Camera di commercio di Firenze, intervistato dal caporedattore de Il Sole 24 ore Carlo Marroni e introdotto dai saluti del presidente dell’Ente Massimo Manetti e dalla relazione del segretario generale della Cciaa fiorentina Giuseppe Salvini sullo stato dell’economia territoriale. “Alla cooperazione – ha aggiunto Visco – si può arrivare per due diverse vie: o a causa di una crisi economica gravissima, che renderebbe inevitabile il dialogo, oppure attraverso una cooperazione che non sia top-down, dall’alto al basso, ma si realizzi con accordi dal basso tra aree del mondo che abbiano interessi e obiettivi comuni. Occorre che le imprese siano flessibili e si muovano – ha anche detto il governatore – e da questo punto di vista l’Italia è avvantaggiata rispetto ad altri Paesi, come ad esempio la Germania, perché ha aziende più piccole e quindi più flessibili, ma anche, a causa delle loro ridotte dimensione, meno attrezzate ad investire in tecnologia come sarebbe necessario”.
“Il miglior investimento che il Paese potrebbe fare è quello nell’istruzione, vale un rendimento privato del 10% e un rendimento sociale di un altro 10% – ha anche detto Visco durante Il Colloquio dell’economia in Camera di commercio a Firenze – Quello in istruzione è però un investimento i cui risultati si vedono dopo 10-15 anni. Purtroppo, invece, come diceva Tommaso Padoa-Schioppa, i politici hanno una veduta corta, non perché sono cattivi ma perché devono vincere le prossime elezioni”.
Sul tema il governatore onorario è tornato anche a margine dell’evento in Camera di commercio a Firenze. “Le campagne elettorali sono caratterizzate dalla ricerca del consenso: si promettono cose che poi però spesso non si realizzano. I tagli delle tasse per tutti, come diceva uno slogan tanti anni fa, sono impossibili; però anche gli incentivi generici, la riduzione dei costi dell’energia per tutti, anche per quelli che in realtà non ne hanno bisogno, sono da tenere sotto controllo”. Secondo Visco, “ci vuole una campagna elettorale che dica ‘State attenti a che ciò che viene promesso poi venga veramente realizzato’. I media hanno una responsabilità rilevante nell’andare a sindacare ciò che viene promesso, quanto è realisticamente possibile promettere, quanto sono lunghi i tempi della realizzazione di quanto promesso”.





