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I riformisti vanno coinvolti a Roma, in Toscana e a Siena, il capogruppo piddino in Toscana Bezzini indica la strada

Simone Bezzini, capogruppo del Pd nel consiglio regionale della Toscana, non fa sconti a nessuno. Fa anche autocritica, in una intervista a La Nazione, e questo lo rende più autorevole.

In Regione com’è stato il battesimo del Campo largo?

“In questi primi nove mesi abbiamo superato tutte le prove che ci siamo trovati di fronte, unendo forze che venivano da visioni diverse. La cultura di governo condivisa si costruisce giorno dopo giorno, nel rispetto reciproco”.

Secondo lei, in quella famosa foto a livello nazionale, dovranno prima o poi rientrare anche i riformisti?

“Senza dubbio andranno coinvolti, penso che il Campo largo debba aprirsi a coloro che sono disponibili a costruire un’alternativa a un governo che va sempre più a destra e non affronta i problemi del Paese. È necessario aprirsi sia alle forze moderate sia a quelle civiche”.

Questo vale anche per le amministrative, a partire da Siena?

“Certo, sono per la costruzione di una grande alleanza politica e civica”.

Cosa hanno lasciato otto anni di opposizione?

“L’opposizione è una funzione fondamentale in democrazia, certo non semplice per una forza che aveva storicamente esercitato una funzione di governo con tanti ruoli di responsabilità. Il Pd con altre forze ha svolto un buon lavoro”.

Quali sono i limiti maggiori di chi governa Siena, per lei?

“La mancanza di visione, che impedisce di valorizzare le tante risorse straordinarie soprattutto in una fase di difficoltà; un isolamento che il centrosinistra dovrà superare con un’alleanza con tutti i soggetti istituzionali; l’incapacità del capoluogo di svolgere un ruolo guida con i tanti attori del territorio”.

Se è così, perché allora il centrosinistra nel 2023 è stato incapace di vincere?

“Il limite più grande è stato non riuscire a costruire un’alleanza vasta, per colpa in parte del Pd in parte di altri soggetti. Oggi siamo impegnati a coinvolgere altre forze disponibili a costruire un progetto alternativo, che non porti solo a un cambio di colore, ma a un’amministrazione migliore nell’interesse dei cittadini”.

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