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Toscana

I finanziamenti statali agli atenei, sorprese in Toscana che vede la crescita del sostegno all’università per stranieri di Siena

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che definisce i criteri di ripartizione dell’Ffo 2026, destinato a sostenere il funzionamento degli atenei pubblici, la didattica, la ricerca e il personale. Con un piede e mezzo in vacanza ha emesso il decreto che provoca il risentimento dell’università di Firenze mentre Siena e Pisa tacciono. L’università per stranieri di Siena guidata dal rettore Tomaso Montanari (nella foto) rispetto allo scorso hanno ha visto crescere il finanziamento del 5%.

Tra le novità del Fondo di finanziamento ordinario 2026, come evidenziato dal Mur, c’è l’introduzione di una misura che consentirà agli atenei di finanziare progetti strategici e iniziative innovative di particolare interesse per lo sviluppo del sistema universitario nazionale.

Sul decreto, siglato da Bernini lo scorso 29 luglio, sono stati acquisiti i pareri della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), e del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu).

La Crui ha espresso “parere pienamente favorevole“, evidenziando come la ripartizione prevista garantisca “un equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione del merito e la stabilità economico-finanziaria delle istituzioni universitarie”. La Conferenza ha inoltre definito “molto positiva” la decisione di procedere all’immediata ripartizione delle risorse, che “soddisfa l’esigenza prioritaria di fornire alle università una tempestiva certezza in ordine alle assegnazioni finanziarie per l’esercizio in corso”.

Per quanto riguarda le assegnazioni destinate ai singoli atenei, La Sapienza è l’università che riceve il finanziamento più consistente con 555,1 milioni di euro. Seguono l’Università di Bologna (464,1 milioni), l’Università Federico II di Napoli (408,2 milioni), l’Università di Padova (395,9 milioni) e l’Università di Torino (347,3 milioni).

Rispetto allo scorso anno, gli aumenti percentuali più significativi (+5%) riguardano:

  • Università per Stranieri di Siena;
  • Politecnico di Bari;
  • Università Politecnica delle Marche;
  • Università Parthenope di Napoli;
  • Università di Catanzaro;
  • Scuola Imt Alti Studi di Lucca;
  • Gran Sasso Science Institute.

Invece, considerando il medio periodo (2019-2026), gli atenei che registrano gli incrementi percentuali maggiori sono:

  • Università di Ferrara (+60,2%);
  • Università di Foggia (+58,6%);
  • Università di Bergamo (+48,9%);
  • Università di Napoli Parthenope (+48,4%);
  • Politecnico di Torino (+47,4%). Tra

Tra le scuole universitarie superiori, le crescite più consistenti coinvolgono:

  • Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (+214,3%);
  • Gran Sasso Science Institute (+90,3%);
  • Scuola Imt Alti Studi di Lucca (+78,6%);
  • Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (+52,8%);
  • Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste (+45,8%).

Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università“, ha commentato la ministra Anna Maria Bernini. “Un impegno – ha proseguito – che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti”.

La ministra ha puntualizzato che “non basta investire di più, serve investire meglio” e ha delineato la “chiara visione” del Governo sul sistema universitario italiano: “Renderlo sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito, offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese”, ha concluso Bernini.

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