I disordini di Milano e Torino possibili segnali della guerra ibrida contro le democrazie occidentali
Maurizio Molinari su La Stampa individua nei violenti disordini di Milano e Torino possibili segnali della guerra ibrida condotta dalle potenze autoritarie contro le democrazie occidentali. Secondo l’editorialista, questa strategia, sviluppata dalla Russia a partire dal 2013, punta a destabilizzare le società aperte dall’interno, sfruttando attraverso i social network le divisioni politiche, economiche e sociali già esistenti. Molinari richiama le campagne di disinformazione attribuite negli ultimi anni ad attori russi e ad altri regimi autoritari, dalla Cina all’Iran, che utilizzerebbero bot, notizie false e intelligenza artificiale per alimentare odio, polarizzazione e sfiducia nelle istituzioni. L’obiettivo, sostiene, non sarebbe creare nuovi conflitti, ma amplificare quelli esistenti fino a compromettere le regole della convivenza democratica. Nel caso italiano, l’autore segnala alcuni elementi che ritiene sospetti: messaggi sui social che avrebbero spinto minorenni a partecipare ai saccheggi, la diffusione di un manifesto che giustifica le violenze, minacce coordinate inviate alle scuole e attacchi simultanei in diverse zone di Milano e Torino. Circostanze che, a suo giudizio, sollevano interrogativi sull’eventuale presenza di una regia esterna. Molinari richiama le preoccupazioni espresse dal ministro Guido Crosetto e dal sottosegretario Alberto Barachini, pur precisando che spetterà alla magistratura accertare eventuali interferenze straniere. Per l’editorialista, la risposta più efficace passa dalla consapevolezza dei cittadini sui rischi della manipolazione digitale, della disinformazione e dell’odio alimentato online, così da difendere la libertà e la tenuta delle democrazie.





