Gli attacchi di Trump a Meloni servono a indebolire il ruolo dell’Italia nel panorama internazionale
Paolo Pombeni sul Messagero scrive che gli attacchi personali e volgari di Donald Trump contro Giorgia Meloni rappresentano un’anomalia politica che va oltre le consuete provocazioni del presidente americano e richiedono una spiegazione politica, più che psicologica. Secondo l’autore, il comportamento di Trump supera non solo ogni regola di correttezza diplomatica, ma anche il rispetto dovuto a un capo di governo di un Paese alleato. Pur riconoscendo che il presidente statunitense ha spesso fatto ricorso a una comunicazione aggressiva, Pombeni osserva che questa volta il bersaglio scelto e i toni utilizzati risultano difficilmente conciliabili con gli interessi strategici degli Stati Uniti. L’ipotesi che tutto dipenda dall’orgoglio ferito di Trump, incapace di accettare che Meloni abbia preso le distanze da alcune sue iniziative internazionali, appare insufficiente. Se davvero il presidente americano intendesse punire la premier italiana per il mancato sostegno su dossier come quello iraniano, il ragionamento resterebbe comunque poco convincente, poiché le stesse riserve sono state espresse da molti altri alleati. Per Pombeni, la vera conseguenza di questa campagna contro Meloni sarebbe l’indebolimento dell’Italia proprio in una fase delicata degli equilibri internazionali. Un eventuale governo alternativo, osserva, difficilmente assumerebbe posizioni più favorevoli agli Stati Uniti, vista la presenza nel centrosinistra di componenti tradizionalmente più critiche verso Washington. Inoltre, un’Italia politicamente più fragile finirebbe per indebolire anche il fronte europeo a sostegno dell’Ucraina e la capacità dell’Unione europea di presentarsi come attore credibile nel nuovo assetto geopolitico. L’autore conclude che alimentare instabilità tra gli alleati non risponde neppure agli interessi americani: la convinzione che la confusione favorisca la politica internazionale è un’illusione, perché il disordine rende più difficile affrontare le grandi sfide globali e finisce per rafforzare gli avversari dell’Occidente.





