Funerali in chiesa vietati a due massoni ma a una porta chiusa non sarà risposto alzando uno steccato
Il defunto è un massone e, per volontà del Vaticano, il suo funerale non può tenersi in chiesa. Niente rito religioso per Bruno Battisti D’Amario, chitarrista, compositore e didatta, morto a Roma a 88 anni, le cui esequie si sarebbero dovute tenere venerdì nella Chiesa degli Artisti. Lo scrive il Corriere della Sera. «Sono stato allertato dalla Segreteria di Stato, mi ha girato l’articolo del Grande Oriente d’Italia, che rivelava l’identità massonica apicale del chitarrista D’Amario — spiega la scelta il rettore della chiesa di piazza del Popolo, monsignor Antonio Staglianò —. Perciò ho chiamato il cardinale Reina chiedendogli di farmi mandare dall’ufficio giuridico una dichiarazione circa l’im- possibilità di fare le esequie in Chiesa. Cosa che il cardinale vicario ha fatto, precisando con puntualità le modalità da eseguire per la breve preghiera come gesto di “carità cristiana” e segno che noi cattolici cristiani dobbiamo e possiamo “sperare per tutti”». Fondatore di una loggia romana del Grande Oriente d’Italia. La sua chitarra ha contribuito a scrivere le pagine musicali di film come «Per un pugno di dollari», «Per qualche dollaro in più», «Il buono, il brutto, il cattivo» e «C’era una volta il West», diventate patrimonio della cultura cinematografica internazionale. Monsignor Staglianò qualche anno fa partecipò a Milano a un incontro dei gran maestri delle principali comunioni massoniche con l’arcivescovo Delpini e il cardinale Coccopalmerio.
Nella stessa giornata il vescovo di Imperia Antonio Suetta ha vietato il funerale in chiesa di Mario Tarducci, ex maestro venerabile della loggia Mimosa di Bordighera. Il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Antonio Seminario in una conversazione con il Secolo XIX ha detto che a una porta chiusa non sarà risposto alzando uno steccato, perché essere massone non significa essere nemico della fede e il percorso del dialogo proseguirà: “Abbiamo appreso con amarezza della decisione assunta nella Diocesi di Ventimiglia-Sanremo di negare le esequie religiose a un uomo in ragione della sua appartenenza alla Massoneria”. È la reazione del vertice del Goi all ‘ iniziativa del vescovo Antonio Suetta di sospendere i funerali di Mario Tarducci , quando la funzione nella chiesa di San Marco Evangelista a Camporosso stava iniziando. E aggiunge: “Non intendiamo contestare alla Chiesa cattolica il diritto di custodire le proprie regole , né ai suoi Pastori quello di applicarle . Ma ogni regola , quando incontra l ‘ Uomo e soprattutto quando incontra la morte , dovrebbe forse interrogarsi sul proprio limite”. La sua riflessione sulla morte è lunga e articolata e dopo l ‘ episodio di ieri mattina a Camporosso , spiega così il perché della sua analisi : “Perché la morte possiede una forza che le nostre appartenenze non hanno : restituisce ciascuno alla propria essenziale condizione umana”. Di fronte alla morte , insiste , “cadono tutte le differenze” . L ‘ uomo ritorna al suo stato più semplice e autentico , cade ogni genere di sovrastruttura terrena : “Credente o non credente , cattolico o massone , ortodosso o dissenziente – afferma – , sono distinzioni che appartengono alla vita e alle Istituzioni . Davanti alla morte resta un uomo , la sua storia , gli affetti che ha costruito e il dolore di coloro che rimangono”. Ancora , Seminario vuole chiarire quale sia , dalla sua parte , il rapporto che intercorre tra le due istituzioni : “La Massoneria non domanda privilegi e non pretende di indicare alla Chiesa come esercitare il proprio ministero . Ricorda però che nessuna appartenenza può esaurire la complessità di una persona”. Da questo pensiero deriva un ‘ ulteriore constatazione : “Essere massone non significa essere nemico della fede . Nelle nostre Logge siedono uomini di fede , uomini che dubitano e uomini che percorrono differenti strade della coscienza . Non chiediamo loro di essere uguali . Chiediamo loro di riconoscersi reciprocamente come uomini liberi”. Così si ritorna allo stop dei funerali di Mario Tarducci a Camporosso , voluto dal vescovo Suetta : “Per questo avremmo auspicato che , davanti alla morte , potesse accompagnarsi la pietà”. Ma la posizione della Massoneria , dice il gran maestro , non è affatto di irrigidimento : «”Non risponderemo a una porta chiusa chiudendone un ‘ altra . Continueremo a cercare il dialogo con il mondo cattolico e con tutte le tradizioni religiose , nella convinzione che il dialogo non serva tra coloro che già pensano allo stesso modo”. Ma ancora c ‘ è un interrogativo da scandagliare , in questo articolato intervento : “Rimane infine una domanda che questo episodio consegna non soltanto ai cattolici o ai massoni ma a ciascuno di noi : quando difendiamo le nostre appartenenze , siamo ancora noi a possederle , oppure sono le nostre appartenenze a possedere noi ? “ . Così si arriva alla conclusione : “Davanti alla morte – chiosa Seminario – cadono titoli , appartenenze e definizioni . Resta l ‘ uomo . E forse è da lì che dovremmo ricominciare”.





