Federcalcio, rischio commissariamento e via Mancini se Malagò decade per la sua elezione contestata
L’indagine su Giovanni Malagò (nella foto) e l’elezione alla Figc è partita. Un’inchiesta della procura federale del Coni ruota sulle elezioni del 22 giugno scorso. Renato Miele, avvocato ed ex giocatore della Lazio a sua volta candidato alla presidenza della Federcalcio, da mesi vuole sapere se l’attuale domimus fosse in regola con il tesseramento. L’articolo 29 comma 1 dello Statuto della Figc dice che bisogna essere iscritti per poter fare il presidente
I tribunali finora gli hanno dato torto. Perché lo stesso Miele non aveva legittimazione per contestare la candidatura di Malagò. Visto che nessuna delle componenti gli aveva dato il suo appoggio. Gli ha risposto così ache il Collegio di Garanzia dello Sport. Ma la procura della Cassazione della giustizia sportiva ha invitato quella della Figc «a iscrivere il fascicolo di un procedimento nel rispetto di quanto disposto ex art. 47, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, al fine di poterne accertare la veridicità di quanto sostenuto dal ricorrente, acquisendo il tesseramento di cui trattasi con i relativi termini di decorrenza, ai fini delle conseguenti valutazioni».
Il documento della procura del Coni parla anche di un «mancato deposito di atti oggettivi in proposito». E del fatto che «non risulta essere stata attivata alcuna iniziativa di competenza amministrativa della Procura federale». E quindi il procuratore Coni Ugo Taucer chiede di verificare al procuratore Figc Giuseppe Chiné quello che finora non è mai stato verificato. Il rischio è l’annullamento delle elezioni o il commissariamento della Figc. Con il rischio di far cadere tutte le decisioni già prese. Comprese quelle su Roberto Mancini commissario tecnico della Nazionale.





