Federcalcio nel caos, si dimette Bianchedi e per Malagò si avvicina il giorno del giudizio (sportivo)
La Figc è sempre più nel caos per una battaglia sempre più politica e molto poco sportiva. Lo scrive il Quotidiano Nazionale. Mentre per il numero uno del calcio italiano Giovanni Malagò si avvicina il giorno del giudizio, visto che fra il 6 e il 10 ottobre la Giunta del Coni deciderà sulla regolarità della sua elezione nel ruolo di presidente federale “macchiata“ da un cavillo burocratico che allunga l’ombra del comissariamento, ieri sera sono arrivate le dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capo delegazione della Nazionale.
L’ex campionessa olimpica di scherma, che è pure vicepresidente vicario del Coni, era stata nominata il 9 agosto scorso proprio da Malagò. Una scelta che aveva suscitato malumori da parte del Comitato olimpico, per la possibile incompatibilità tra le due cariche. “Sono stati messi in discussione i miei valori”, lo sfogo di Bianchedi (aveva esordito nel nuovo incarico appena 8 giorni fa) che ha spiegato la sua decisione poche ore dopo l’attacco del Ministro dello Sport, Andrea Abodi: “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario”, aveva detto Abodi riferendosi al parere negativo espresso da Bianchedi sulla proposta di commissariamento della FederPesistica formulata dal numero uno del Coni, Buonfiglio, salvo poi adeguarsi a favore nel corso della votazione.
“Fa riflettere che figure così rappresentative alle quali è stato affidato fiduciariamente un ruolo di primo piano – ha aggiunto Abodi – non riescano a testimoniare questa fiducia affidata. Normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione”.
Parole che Bianchedi non ha accettato: “A seguito delle dichiarazioni del ministro per lo Sport rassegno le mie dimissioni da capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione”. Questa mossa consentirà però a Bianchedi di poter votare in Giunta sull’ipotesi di commissariamento della Figc. Da capodelegazione non avrebbe potuto.





