Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Politica

Cassese stronca il Campo largo che rivendica un’esclusiva appartenenza della Costituzione mentre la Carta è di tutti

I Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,in occasione delle consultazioni (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Sabino Cassese sul Corriere della Sera scrive che la Costituzione italiana vive un destino singolare: pur avendo quasi ottant’anni, ha resistito nel tempo con poche modifiche, molto meno rispetto a quella tedesca. L’autore critica però alcune forze politiche, quelle del Campo largo, che oggi propongono un’«alleanza per la Costituzione» (il nome è stato proposto da Giuseppe Conte), quasi a rivendicarne un’esclusiva appartenenza, quando la Carta è patrimonio di tutti. Cassese osserva inoltre che gli stessi partiti, durante i periodi di governo, non hanno dato piena attuazione a numerosi principi costituzionali ancora incompiuti: dalla parità di genere al diritto di asilo, dalla funzione rieducativa della pena alla valorizzazione del merito, fino al concorso pubblico e alla democratizzazione dei sindacati. Per questo, sostiene, l’invocazione della Costituzione rischia di trasformarsi in uno slogan utile a colmare l’assenza di programmi concreti. L’editoriale affronta poi il dibattito nato dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio sulla possibilità che un esponente della destra possa diventare presidente della Repubblica. Cassese ricorda che la Costituzione stabilisce requisiti oggettivi per accedere alla carica e sancisce il principio di uguaglianza tra i cittadini: escludere qualcuno per appartenenza politica sarebbe contrario allo spirito della Carta. Pur riconoscendo il timore che la coincidenza tra maggioranza parlamentare, governo e capo dello Stato possa alterare gli equilibri istituzionali, l’autore ricorda che nella storia repubblicana la Democrazia Cristiana preferì spesso eleggere al Quirinale personalità appartenenti ad altri partiti o a correnti minoritarie, contribuendo a preservare il ruolo di garanzia della Presidenza. Infine, Cassese denuncia il persistente sistema delle nomine politiche nella pubblica amministrazione, in contrasto con il principio costituzionale del merito e del concorso pubblico. A suo giudizio, questi temi meriterebbero un confronto serio, mentre il dibattito politico si limita troppo spesso alla delegittimazione dell’avversario, aumentando la distanza tra istituzioni e cittadini.

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da POLITICA

Tutte →