Caso Lavitola-Ranucci, i consigli di Giuliano Cazzola alla premier Meloni
Giuliano Cazzola sul Riformista scrive sul caso Lavitola-Ranucci. Se posso prendermi la libertà di dare un consiglio a Giorgia Meloni, le suggerisco di ordinare ai suoi giannizzeri di rispondere con un “no comment” alle domande sul caso Ranucci/Lavitola, magari aggiungendo – per fare bella figura con l’Anm – “lasciamo lavorare la magistratura alla quale rimettiamo il nostro giudizio”.
E su questa stessa linea la premier dovrebbe esercitare un’azione di moral suasion sui vertici Rai, affinché non assumano provvedimenti nei confronti del conduttore. Non avrebbe alcun senso intervenire in una vicenda i cui protagonisti si stanno squalificando da sé, tanto che si sta avverando il noto proverbio cinese che invita a sedersi sull’orlo del fiume in attesa che transiti il cadavere del proprio nemico. La sinistra ha deciso di difendere Ranucci anche a costo di subire un processo di mitridatizzazione? Si accomodi. Allo stato delle indagini sono già emersi dati di fatto che orienteranno l’opinione pubblica nell’ esprimere un giudizio pertinente nei confronti di un giornalista di inchiesta che non si accorge di quanto accade sotto il suo naso, rivelando così – ammesso e non concesso che non sia colluso – di essere almeno un po’ pirla.





