Bpm e Monte dei Paschi pensano alle contromosse mentre Marrocchesi Marzi pensa alla “digestione” dello spezzatino
“I cda di Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena si preparano a esaminare l’offerta da EUR30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena, operazione che consentirebbe a Ca’ de Sass di acquisire attività come Mediobanca, Compass, Widiba e il 13,3% di Generali, come scrive Milano Finanza. Banco Bpm, che aveva proposto una fusione con il Monte, discuterà il dossier nel consiglio di amministrazione di martedì. Secondo gli osservatori, l’aggregazione avrebbe una logica industriale, ma le prospettive appaiono oggi più complesse dopo la mossa di Intesa” scrive Alliance News.
Intanto Tommaso Marrocchesi Marzi, membro della deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi dice a La Gazzetta di Siena: “Ora che si profila il definitivo ‘spezzatino’ di Banca Mps, ipotesi già emersa in tempi tecnici e politici che sembrano un’era geologica fa e che avversai nei mesi delle suppletive 2021 che mi videro correre per il centrodestra – un sussulto di orgoglio (o di vanità?) mi fa chiedere come digerirà il centrosinistra senese, che sta all’opposizione in comune ed è ben rappresentato in Fondazione Mps, il fatto che lo spacchettamento degli sportelli della banca, la diluizione del marchio e la sua perdita di connotazione identitaria e territoriale avviene – grazie agli strumenti del libero mercato – anche per mano di Unipol?”.





