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Blitz di Israele a largo di Creta, intercettata la maxi-flotilla per Gaza

Ariel Piccini Warschauer.

Non hanno aspettato che l’ombra delle navi si stagliasse all’orizzonte di Gaza. Questa volta, la Marina israeliana ha deciso di giocare d’anticipo, portando il confine della sicurezza nazionale nel cuore del Mediterraneo. Secondo fonti della sicurezza israeliana, le unità d’élite di Tel Aviv hanno iniziato a intercettare la “Global Sumud Flotilla”, il convoglio di attivisti pro-Pal che puntava a sfidare il blocco navale imposto alla Striscia.

Il blitz è scattato in acque internazionali, non lontano dall’isola di Creta. Un’area insolita per operazioni di questo tipo: solitamente, l’IDF (Israel Defense Forces) attendeva che le imbarcazioni entrassero nella “zona di interdizione” a poche miglia dalle coste di Gaza. Invece, i dati di tracciamento confermano che le 58 imbarcazioni della flotta sono state raggiunte mentre si trovavano ancora a centinaia di miglia nautiche dall’obiettivo.

Tra i natanti coinvolti ci sarebbe anche la Bianca, imbarcazione partita dall’Italia (Siracusa), che insieme a navi salpate da Barcellona e Marsiglia compone il cuore di questa nuova provocazione marittima. Gli attivisti a bordo denunciano interferenze nelle comunicazioni e l’avvicinamento di motovedette che avrebbero intimato il “dietrofront” immediato.

La mossa segna un cambio di passo netto nella strategia del governo Netanyahu. Intercettare la flotta così lontano serve a evitare il “circo mediatico” a ridosso delle spiagge di Gaza e a neutralizzare la minaccia prima che possa trasformarsi in un caso diplomatico ingestibile nei pressi delle acque territoriali.

Il Ministro della Difesa, Israel Katz, ha già firmato sanzioni contro le campagne di crowdfunding che finanziano la missione, accusando l’organizzazione di essere manovrata da Hamas con il pretesto degli aiuti umanitari. “Non permetteremo che il blocco venga violato sotto la maschera della solidarietà”, filtrano fonti del Ministero.

Dalle imbarcazioni della flottiglia — che trasportano circa un migliaio di attivisti di diverse nazionalità — arrivano messaggi allarmati: “Siamo circondati, hanno puntato i laser contro di noi e oscurato le radio”. Israele, dal canto suo, ribadisce l’offerta standard: se il carico è davvero umanitario, può essere sbarcato nel porto di Ashdod, ispezionato per evitare il contrabbando di armi e poi trasferito via terra nella Striscia.

Ma l’obiettivo della Global Sumud non sembra essere solo la consegna di viveri, quanto lo scontro politico. Uno scontro che Israele, questa volta, ha deciso di affrontare a viso aperto nel blu del Mediterraneo, ben prima che la propaganda di Hamas possa sfruttare le immagini dello sbarco.

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Il presidente, il re e Lady D,

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