Bartoli si infuria perché Salvini divide i giornalisti in servi e amici
“Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere. Finchè siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli in risposta alle dichiarazioni di Matteo Salvini. “Ho chiesto io agli organizzatori di lasciare i giornalisti al piano di sotto” e non nella sala con i delegati “per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega. Anche oggi alcuni giornalisti servi stanno scrivendo cazzate”. Così il vicepremier Matteo Salvini aveva parlato al congresso della Lega. “Non si aiuta la Lega con i libri, le interviste e il gossip su Facebook” ha aggiunto.





