Bartalini (Pd): “Monte dei Paschi, serve una piattaforma per difendere lavoro e territorio”
“Le notizie sul futuro di Monte dei Paschi ci dicono che siamo di fronte a un passaggio destinato a segnare la storia di Siena, della Toscana e del sistema finanziario del Paese. Un passaggio di fronte al quale il Governo si dichiara neutrale e la sindaca di Siena richiama al “rispetto degli azionisti e del mercato”, ricordando il ruolo avuto dall’esecutivo nel rilancio della banca attraverso il risanamento sostenuto anche con risorse pubbliche. Proprio per questo sorprende che oggi non vi sia la stessa attenzione rispetto alle conseguenze economiche e sociali che queste operazioni possono avere su Siena e sulla Toscana” dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico Nico Bartalini (nella foto)
“L’offerta di acquisizione della banca da parte di Intesa Sanpaolo-BPER, da un lato, e il piano di aggregazione proposto da BPM, dall’altro, non rappresentano soltanto una grande operazione finanziaria. Per Siena hanno un valore storico, culturale e identitario. Per questo – spiega Bartalini – riteniamo che non si possa rimanere fermi e che sia invece necessaria una grande mobilitazione delle istituzioni e delle forze politiche, economiche e sociali”.
“Apprezziamo le prime posizioni del Presidente Giani e auspichiamo che la Regione definisca una piattaforma, condivisa con la Provincia e il Comune di Siena, i Parlamentari, i sindacati e le categorie economiche, e che prima di tutto tuteli l’integrità della banca. L’altra priorità riguarda le lavoratrici e i lavoratori, tema su cui ci siamo già attivati con le organizzazioni sindacali. Così come è fondamentale che rimangano attivi a Siena i servizi direzionali e che il marchio MPS continui a produrre senso e quindi valore, anche in forza della sua autorevolezza. Difendere questi presidi significa difendere lavoro qualificato, competenze e reddito. Non solo per Siena, ma per tutta la Toscana, perché è noto che il Monte dei Paschi di Siena sia la principale realtà occupazionale della regione” continua Bartalini richiamando alle priorità.
“Si rischia così di alterare gli equilibri socio-economici nazionali, perché queste operazioni accentrano definitivamente i poli economici e finanziari nelle regioni settentrionali, dividendo ulteriormente il Paese tra aree forti e aree più fragili”.
“Siamo consapevoli – conclude Bartalini – che Siena e la sua provincia devono essere protagoniste di nuove prospettive, progettando modelli di crescita e di sviluppo complementari a quello bancario: questo non fa che accrescere la nostra preoccupazione rispetto alla posizione assunta dal Governo e dalla destra a tutti i livelli. La città e il territorio hanno bisogno di più risorse ed energie nelle Università, nella ricerca, nella progettazione culturale, nelle infrastrutture e nell’agricoltura di qualità. Sono impegni inderogabili che si devono avviare attraendo risorse pubbliche, europee e investimenti privati. Serve un nuovo slancio politico, culturale e sociale affinché Siena e il suo territorio siano capaci di esprimere pienamente il dinamismo delle nuove generazioni e delle migliori competenze”.





