Barga ricorda Antonio Mordini, eroe del Risorgimento
Roberto Pizzi.
Antonio Mordini anche quest’anno verrà ricordato a Barga il 14 luglio, giorno della ricorrenza della sua morte avvenuta Montecatini (allora ancora in provincia di Lucca), nel 1902. Era nato nella cittadina montana della Valle Del Serchio, in Lucchesia, il 31 maggio 1819 da una delle più importanti famiglie del luogo. Dopo essersi laureato in legge, a Pisa, si era trasferito a Firenze, dove, nel 1845, fondava insieme ad altri un gruppo ad orientamento repubblicano. Due anni dopo, nella capitale del Granducato, era fra i promotori delle manifestazioni popolari che reclamavano le riforme. Nominato capitano della Guardia Civica, nella primavera del 1848 partiva per la guerra, alla quale partecipava nella Legione Zambeccari. Poi era a Venezia col generale Pepe, ma veniva espulso dalla città dopo essere entrato in contrasto con Manin, al quale imputava eccessiva prudenza. Tornava allora a Firenze, dove dirigeva il giornale “La Costituente” ed organizzava una grande manifestazione popolare che imponeva l’elezione a suffragio universale dei deputati per l’Assemblea Costituente Italiana convocata a Roma. Dopo la partenza per Gaeta di Leopoldo II, veniva nominato Ministro degli Esteri del Governo Provvisorio guidato dai triumviri Guerrazzi, Mazzoni, Montanelli. Col ritorno dei Lorena, condannato all’ergastolo, era costretto ad un lungo esilio. Dopo varie peregrinazioni giungeva a Londra da Mazzini, che lo aveva inserito nell’organismo dirigente della cospirazione repubblicana. Con gli anni, però, si allontanò sempre più dal radicalismo istituzionale mazziniano. Legatosi a Garibaldi, veniva nominato dallo stesso, Prodittatore della Sicilia. Più volte eletto al nuovo parlamento italiano (nel 1896 era nominato senatore del regno), cercò inutilmente di fondare il “terzo partito” di osservanza garibaldina.
Tre anni dopo la sua morte Barga lo ricordò con l’inaugurazione di una statua opera dello scultore Raffaello Romanelli, posta sul Piazzale del Fosso (vasto terrapieno che un tempo funzionava per le gare del gioco del bracciale). Quel giorno era presente Giovanni Pascoli, che offrì la sua orazione a circa 5000 persone che occupavano con stendardi e bandiere l’intera spianata.
Alla base di questa statua sono raffigurati alcuni episodi del Risorgimento, ed è trascritta un’epigrafe dettata sempre da Pascoli, che così recita:
“Senatore/ XIV volte rappresentante del popolo/una volta di Garibaldi dittatore/ nell’anno in cui combatterono i Mille/ fu dei più eloquenti a suscitare/ L’Italia nuova dalla memoria dell’antica/uditelo o cittadini/ che dal bronzo perenne pronunzia sempre/ io vi dico di serrare le file”.
Il comune di Lucca, guidato dal sindaco Cesare Giorgetti, gli concesse, il 1° marzo 1872, la cittadinanza onoraria, decisione contestata dall’area clericale della città.
Il nome di Mordini è presente anche nella storia della Massoneria italiana già dal 7 febbraio 1862, quando a Torino veniva costituita la “Dante Alighieri”, che raccoglieva, oltre il suo, i nomi più illustri dell’area democratica: Giuseppe Montanelli, Aurelio Saffi, Giuseppe Civinini, Francesco De Luca, Agostino Depretis, Saverio Friscia, Mauro Macchi, Mattia Montecchi, Riccardo Sineo. Mordini godette della fiducia di Garibaldi, il quale, quando fu eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nel 1864 a Firenze, in quella che si può “effettivamente chiamare la prima Costituente massonica italiana” , accettò la nomina ma delegò proprio il Mordini a svolgere le sue veci. Nella Costituente massonica di Napoli del 21 giugno 1867, in cui ancora una volta Garibaldi veniva acclamato Primo Massone d’Italia e Gran Maestro Onorario a vita del Grande Oriente, figurava ancora il suo nome, insieme ai fratelli Francesco Curzio, Filippo De Boni, Giuseppe Dolfi, Mattia Montecchi, Mauro Macchi, Vincenzo Sylos Labini.
A rendere onore alla sua memoria provvede attualmente anche la loggia lucchese “Antonio Mordini n. 547 all’Oriente di Barga”.





