Banche e fondazioni contro il governo per la pressione fiscale che aumenta
In occasione della 102ª Giornata Mondiale del Risparmio, il mondo bancario e filantropico esprime forti perplessità sulle misure fiscali previste dalla prossima Legge di Bilancio. Dal fronte degli istituti di credito, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli parla di un «mosaico preoccupante» emerso dalle dichiarazioni dei rappresentanti di governo: «Da quanto trapela, verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale attraverso l’Ires, con un aggravio ancor più pesante sull’Irap, già salita del 3,5% lo scorso anno». Un rincaro che, sottolinea Patuelli, «avrà un impatto diretto sui bilanci bancari e quindi sugli azionisti, a prescindere dall’andamento economico», pur riservandosi un giudizio definitivo solo quando il testo sarà formalmente depositato e stampato in Parlamento.
Toni altrettanto duri giungono dall’Acri attraverso le parole del presidente Giovanni Azzone, sorpreso dall’inclusione di un prelievo fiscale sulle fondazioni: «Il vicepresidente del Consiglio parla di una cifra modesta, sui 40 milioni, ma dalle nostre stime si tratta di 65-70 milioni tra rincari Ires e tagli alle deduzioni». Per Azzone non si tratta di una questione meramente contabile: «Questo non è un prelievo sulle fondazioni, ma sulle persone con fragilità sociali: rinunciare a queste risorse significa non poter recuperare 20mila Neet o dover bloccare progetti per 2mila persone con disabilità». Azzone ha inoltre annunciato la sospensione di un piano triennale da 100 milioni di euro, chiosando sulle misure destinate agli istituti di credito: «Sulle banche è una scelta politica e il governo se ne assume la piena responsabilità».





