Asl Sud Est di nuovo senza direttore, la preoccupazione del presidente dell’Ordine dei medici Monaco
“Siamo di nuovo senza direttore dell’Asl e non nascondo la preoccupazione”, dice Roberto Monaco (nella foto è il secondo da sinistra), presidente dell’Ordine dei medici di Siena, in una intervista a La Nazione. “Nell’augurare un buon lavoro a Marco Torre alla prossima direzione sanità della Toscana – prosegue –, vorrei anche ricordare e ringraziare chi ha portato avanti quell’incarico fino ad oggi, Federico Gelli, in un momento difficile per la sanità, come sono stati gli anni della pandemia e la riorganizzazione della sanità territoriale. Detto questo, come presidente dell’Ordine medici non posso che essere preoccupato per un cambiamento improvviso, ad un solo anno, poco più. dalla nomina di Torre all’Asl Sud Est, in un momento tanto delicato per la sanità territoriale”.
Siamo nel bel mezzo della riorganizzazione che ha affidato alle Aziende sanitarie la medicina di prossimità, con istituzione di ospedali e Case di comunità e con il nuovo modello della medicina generale ancora da incorporare nelle nuove strutture. “L’Asl Sud Est è la più grande della Toscana come territorio – entra nel dettaglio il dottor Monaco –, ha 13 ospedali, 11mila dipendenti e nell’area vasta gravita anche l’Azienda ospedaliero universitaria Senese. In un momento in cui la priorità è rafforzare il territorio, ovvero gestire la medicina di prossimità, ma nache garantie equità di accesso alle cure e la qualità delle stesse, insieme ai cronici problemi di liste di attesa e accesso ai farmaci, c’è bisogno di una guida stabile, pienamente operativa, in continuità e che conosca la complessa realtà territoriale. Una guida che deve anche dialogare con il policlinico Le Scotte; un rapporto imprenscindibile quello fra territorio e ospedale”.
“Le priorità sono i cittadini e i professionisti della sanità, che hanno bisogno oggi più che mai di una guida certa e duratura – ancora Roberto Monaco –. La mia preoccupazione non è legata agli incarichi e agli incaricati, quanto alle conseguenze sui professionisti e sui cittadini delle scelte politiche, che dovrebbero essere invece condivise con gli stessi. I professionisti della sanità hanno bisogno di serenità sul lavoro e i cittadini di una sanità efficace e di qualità. Condivisione è dunque la parola d’ordine per quelle scelte politiche che ricadono sul territorio. La democrazia del resto è questo, è partecipazione al lavoro di squadra che il territorio deve fare e portare avanti insieme, insieme ai cittadini e insieme agli amministratori”.





