Arezzo discute sulle nomine nelle partecipate da cui è esclusa Estra
Luigi Alberti.
Primo vertice per le partecipate ad Arezzo. Dopo le pie intenzioni legate al bando che il Comune ha pubblicato dove si richiedono specifiche mansioni e titoli per chi aspira ad andare a dirigere tutte quelle partecipate che hanno il cda scaduto dal maggio scorso, è iniziata la trattativa più o meno velata. Tra i gruppi della attuale maggioranza di centrodestra che governa ad Arezzo. Da queste va svincolata la nomina più pesante che riguarda la presidenza di Estra. Quest’ultima non la dobbiamo considerare come una partecipata perché la rappresentanza di Arezzo è garantita da Coingas che ha il 25% delle quote con Prato, Siena e in minima parte Ancona. Ci sono dei patti parasociali e solo sulla base di questi potrà essere individuato il tracciato da seguire. Francesco Macrì (nella foto), presidente uscente e a capo di Leonardo, resta il nome più gettonato nonostante le riserve espresse pubblicamente dal sindaco di Prato Matteo Biffoni. Tra le partecipate di spessore non deve passare sotto traccia quella della Fraternita dei Laici, la più vecchia istituzione di Arezzo, che nell’ultimo decennio ha conosciuto una moltiplicazione mediatica grazie alle iniziative promosse dal primo rettore Pierluigi Rossi. Sostituirlo non sarà facile. A meno che non trovino un volenteroso che ha presentato domanda. Nota a parte non trascurabile. Tutte le partecipate da rinnovare non hanno emolumenti da dare a chi ne farà parte. Un lavoro non facile anche per i partiti che dovranno applicare il consolidato manuale Cencelli.





