Agnese dolce Agnese faccia a faccia con il giornalista che non apprezza la sfida del Monte dei Paschi
Stefano Bisi.
“Agnese dolce Agnese” cantava Ivan Graziani, ma Agnese di cognome Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni e presidente dell’amministrazione provinciale di Siena, questa volta è amara. Del decimo evento della kermesse nel paese delle terme in piazza della Repubblica, alle 18, in compagnia del giornalista Massimo Giannini, in questo momento forse ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma la programmazione era stata decisa da tempo.
I riflettori saranno puntati sull’ultima uscita in libreria di Giannini, dedicata alla figura dell’attuale presidente del Consiglio. Con “La sciamana. Meloni” (edito da Rizzoli), l’autore sostiene la tesi di un’affinità fra lo “stile di governo” espresso della premier italiana e il trumpismo.
Nei giorni scorsi Giannini, per dire quello che pensa lui, si è affidato a una conversazione, che ritengo immaginaria, con quello che chiama il Banchiere Anziano e sottolinea la forza d’urto del capo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. “Dopo l’estate rovente, arriva l’autunno caldo. Dai che ricominciamo a divertirci un po’…”. Dal suo buen ritiro dolomitico, il Banchiere Anziano si gode gli ultimi scampoli di vacanza. Ma non si è perso una battuta, di questa scoppiettante Ripartenza del risiko bancario, scrive l’editorialista di Repubblica.
A partire, ovviamente, dalle contromosse sul Monte dei Paschi avviate da Luigi Lovaglio per respingere l’assedio di Carlo Messina. “Ma io te l’avevo detto fin dal primo momento – osserva il vecchio saggio – per quanto il ceo di Siena si batta, è un cavallo scosso, e per come la vedo io è impossibile che riesca a soffiare il Palio a Intesa Sanpaolo. Ti ricordi quando si diceva che quel colosso lì è il vero Ministero delle attività produttive d’Italia? Messina ha una forza d’urto enorme, che prescinde dalla bontà o meno dell’Opas che ha lanciato su Mps-Mediobanca-Generali. Guarda come la stanno trattando i giornali finanziari, italiani e internazionali: nessuno gli si mette contro, nessuno alza un ditino, anche solo per sottolineare le incognite dell’operazione sul fronte Antitrust. Non vedi che persino il presidente di Confindustria Orsini si è spellato le mani, per applaudire la discesa in campo di Ca’ de Sass…”.
Qualcuno che però sì è schierato a favore di Lovaglio c’è, fa notare Giannini, e sono i patrioti al comando. Prima Meloni, che ha invocato la difesa dell’identità e dell’integrità territoriale di Rocca Salimbeni. E adesso si è aggiunto anche Salvini. Il leader ammaccato del Carroccio, osserva l’editorialista, interviene per la prima volta sulla doppia offerta di Lovaglio, mettendo le mani avanti con la solita premessa pelosa: “Non entro nel merito di scelte che farà il mercato…”, dice nel momento esatto in cui su quelle scelte ci sta entrando a piedi pari. E poi Giannini ricorda un altro pensiero di Salvini: “La proposta di Lovaglio è molto interessante, e avendo io contribuito al salvataggio di Mps, che era stata devastata dalle sinistre, mi piacerebbe che fosse promotrice del terzo polo bancario per le piccole e medie imprese, degli sportelli territoriali e che possa fare concorrenza a Unicredit e Intesa…”. E Giannini, ossessionato da Meloni e Salvini, sabato ripeterà quello che pensa sul Monte dei Paschi e che ha fatto dire attraverso il Banchiere Anziano? E l’imbarazzata Agnese proverà a voltarsi dall’altra parte facendo finta di non aver sentito, visto che la presidente della Provincia al momento non si è lasciata rassicurare dalle parole del compagno di avventura di Intesa Sanpaolo, il presidente di Unipol Carlo Cimbri che ormai vede Siena al centro del mondo e ha trovato già chi ci crede.





