Aceto come Bartali, è tutto da rifare. Tittia comanda su tutti e la mossa era da annullare
Andrea De Gortes detto Aceto è arrabbiato. Il motivo lo rivela a La Nazione.
“Troppe cose sbagliate, non c’è più il senese. Quello che ha vinto è un fenomeno della natura ma non può avere il vantaggio da tutti. Ha un’intelligenza fuori dal normale ma nessuno dice niente del resto. Guarda sono contento per l’Aquila, ti dico che mi ha fatto un bell’effetto, mi verrebbe quasi da piangere perché una Contrada, qualunque essa sia, non può stare più di 20 anni senza vincere. … per Tittia che ha tutto in mano un po’ meno contento”.
“Io dico solo che se lui ha il cavallo più forte di tutti e dice ai dirigenti che va a montare Diodoro e glielo fai portare in Piazza, lo prendi… Monta poi in una Contrada sola. Ora voglio vedere se glielo prendono anche ad agosto, sarebbero da ’denunciare’ i dirigenti, troppo superiore agli altri”.
Aceto non usa come sempre giri di parole.
“E’ vero che, come diceva Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha ma lui ce l’ha e perbene. Tutti gli vanno dietro. Il Palio resta una cosa meravigliosa, peccato che qualcosa si sta sciupando, da una ventina di anni a questa parte. I dirigenti non sono più gli stessi”.
Tittia ha detto in realtà dopo la vittoria che per lui è un grande onore ricevere idealmente il testimone da Aceto.
“Ha ragione, poi chi vince ha sempre ragione. Guarda che io non ce l’ho con lui che prende vantaggi. Ma con quelli che gli vanno dietro, dai capitani ai fantini e anche il mossiere che non ha invalidato la partenza. La rincorsa non era entrata, la rincorsa l’ha data Tittia. La doveva assolutamente annullare”.





