A Islamabad colloqui di pace falliti ma per Trump “comunque vada, vinciamo”
I colloqui di Islamabad tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi senza un accordo dopo 21 ore di negoziati. Il vicepresidente JD Vance, mediato dal Pakistan, ha avuto un faccia a faccia storico con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf. «Abbiamo avuto discussioni sostanziali, ma non abbiamo raggiunto un accordo», ha dichiarato Vance prima di lasciare la capitale pakistana. Il nodo centrale rimane il nucleare: Washington esige un impegno esplicito di Teheran a rinunciare all’arma atomica e agli strumenti per ottenerla. Vance ha definito la proposta americana “l’offerta finale e migliore”, lasciando agli iraniani la decisione se accettarla.
Teheran ha risposto sui social: il portavoce del ministero degli Esteri Baqaei ha condizionato il successo diplomatico alla “buona volontà” americana e al rispetto dei diritti iraniani. La tv di Stato Irib ha parlato di “richieste irragionevoli” da parte di Washington che avrebbero bloccato i progressi. Oltre al nucleare, restano aperti i dossier sullo stretto di Hormuz e sulla revoca delle sanzioni, priorità irrinunciabili per Teheran. La diplomazia pakistana continua a lavorare: restano spiragli, ma il braccio di ferro è tutt’altro che risolto.
Il presidente americano Donald Trump si è detto indifferente all’esito dei negoziati, affermando che “comunque vada, vinciamo”. Intanto Israele prosegue i raid contro obiettivi di Hezbollah in Libano, mentre il premier Benjamin Netanyahu dichiara di voler raggiungere un accordo di pace con Beirut “che duri nel tempo”. Netanyahu ha aggiunto che la campagna militare israeliana contro l’Iran “non è ancora finita”. La Stampa online riferisce l’esito delle trattative.
Vance è duro dopo i colloqui tra Usa e Iran interrotti in Pakistan. “Non è stato raggiunto nessun accordo – dice il vicepresidente degli Stati Uniti in conferenza stampa – Non hanno accettato le nostre condizioni”. In particolare cita quello sullo sviluppo del nucleare. “Devono capire che questa era la nostra offerta finale”. E poi è ripartito per gli Usa. Per la tv di Stato di Teheran si trattava di “proposte irricevibili”.





