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Hantavirus, calma e gesso perché anche il Covid all’inizio sembrava poco più di un’influenza

C’è da stare tranquilli o no per questa maledetta Hantavirus? La domanda è legittima e sebbene molti esperti invitino a stare sereni qualche preoccupazione c’è da averla. Anche il Covid sembrava quasi nulla all’inizio e poi è successo quello che tutti sappiamo, quindi calma e gesso è l’invito che fa il quotidiano La Repubblica. Completato lo sbarco dei quasi 150 tra passeggeri e membri dell’equipaggio della Hondius, resterà da capire – e ci vorranno settimane – se il clamoroso focolaio di hantavirus si spegnerà per sempre o se continuerà a tenere in apprensione il mondo. Il precedente del Covid induce a tenere la guardia alta: è ancora forte la memoria della sottovalutazione iniziale della pandemia (“Il virus cinese non si trasmette da uomo a uomo”) e del panico scatenato poche settimane dopo da un contagio letteralmente fuori controllo. 

L’esperienza del 2020 fa in modo che al nuovo appuntamento con un virus di origine animale si arrivi preparati. Nonostante qualche incertezza di troppo all’inizio dell’odissea della nave da crociera, il dispositivo di sicurezza sembra scattato con efficienza. Dopo lo sbarco è cominciato il trasporto dei passeggeri nei paesi di provenienza dove inizierà la loro quarantena. Con modalità simili ma non identiche. I 14 spagnoli saranno tenuti in osservazione in ospedale. Ricovero anche per americani e britannici mentre i francesi – uno dei quali è risultato positivo – trascorreranno in una struttura sanitaria solo i primi cinque giorni delle sei settimane di isolamento. Per il resto mascherine e contatti sociali ridotti a zero come ha insegnato la pandemia. Massima prudenza anche per i contatti secondari, come dimostra il livello di allarme scattato per le quattro persone messe in quarantena in Italia dopo essere state nei posti vicini a una donna contagiata durante la crociera, evacuata e successivamente morta.

La preoccupazione è proprio che qualcosa possa essere sfuggito nelle prime fasi dell’infezione, quando il focolaio non era stato sufficientemente identificato e qualche comportamento negligente può essere stato messo in atto. In un mondo che è tornato a viaggiare con grandissima intensità la propagazione di un virus che si trasmette tra umani può degenerare in epidemia e poi pandemia in tempi rapidissimi. 

E non deve rassicurare il fatto che l’hantavirus – spiegano gli esperti – si diffonda con contatti molto ravvicinati: una mutazione è sempre possibile. 

Le autorità in ogni caso puntano a non alimentare il panico. Lo ha ribadito anche il ministero della Salute italiano: “Non c’è il rischio di una nuova pandemia, non ci troviamo nella stessa situazione del Covid, attualmente non c’è nessun allarme, è un virus diverso dal Covid seppure più letale, a basso contagio; la principale trasmissione è attraverso saliva, urina, feci di roditori e solo in piccola parte per via aerea e inter-umana. Il periodo di incubazione è lungo, quindi è giusto consigliare l’isolamento. La contagiosità sembra non essere in fase pre clinica ma al momento dei sintomi”. Calma e gesso dunque, ma massima attenzione a non commettere errori. Un’altra volta.

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