Incontro inutile perché Marco dice a Giorgia che decide solo Donald
Mario Lavia su Linkiesta definisce inutile l’incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e la premier Giorgia Meloni. Niente di nuovo sul fronte occidentale: la visita di Marco Rubio non sembra aver ricucito alcunché con Roma. Per la semplice ragione che in questa fase agli Stati Uniti dell’Italia interessa poco o nulla, e non è certo Giorgia Meloni a fargli cambiare idea.
Un faccia a faccia che non è servito a niente. La premier lo ha definito «un incontro franco e costruttivo», che era la classica formula degli incontri tra partiti comunisti in lotta tra di loro. Il fatto è che la presidente del Consiglio ha subito i durissimi colpi del caporione della Casa Bianca ed è ancora ammaccata, e forse anche sollevata, ma certamente incapace di imbastire una reazione.
Meloni non ha il coraggio di mettersi davvero contro l’imperatore americano né vuole rientrare nelle sue grazie: di qui un surplace senza un senso chiaro. D’altronde gli americani sanno benissimo che Meloni è molto in difficoltà sul piano interno, il che inevitabilmente la indebolisce sulla scena internazionale, e che malgrado le sue girandole di incontri e di viaggi all’estero, non porta a casa nulla di concreto. Esattamente come in politica interna, sicché il grigiore sovrasta entrambi i piani.
Rubio ha detto quello che doveva dire, ha amministrato l’ordinario. Teorizzando tra l’altro che alla fine chi decide è Donald Trump, ragione per cui lui non è in grado di prendere impegni, per esempio sulla questione delle ritiro delle truppe americane dall’Europa.





