Che cosa succede e che cosa può accadere in Generali
Di quello che succede in Generali si occupa InPiù. Già durante e l’Opa di Banca Mps su Mediobanca era opinione diffusa che il cambio di governance in Generali sarebbe stato il rapido passo successivo, ben prima della scadenza dell’attuale mandato del cda nell’aprile del 2028. L’indagine della procura di Milano sul presunto concerto tra gli azionisti di Mediobanca è stato un fattore esogeno che ha significativamente impattato il corso degli eventi. Anche senza questo fatto, peraltro, il percorso sarebbe stato tutt’altro che lineare. In presenza, tra l’altro, di un andamento di Generali sotto il profilo industriale e del titolo azionario oggettivamente positivo.
In primis, il perdurare dell’identità di visione tra i due soci privati protagonisti dell’OPA Mediobanca non era ovvio e neanche naturale, con Delfin impegnata in una complessa operazione successoria, come noto. L’assemblea di Banca Mps lo ha sancito pienamente. Il tema della partecipazione di MPS in Generali si pone inevitabilmente per chiunque. Non si potrebbero usare queste cospicue risorse per il core business bancario, aldilà di quanto rende in termini di dividendi il titolo Generali? La presenza di soci istituzionali in Generali – Unicredit in assemblea è arrivata con quasi il 9% del capitale, altri sarebbero potuti entrare in gioco in presenza di potenziali cambi al vertice – non poteva essere neutrale nell’eventuale ridefinizione di nuovi assetti. Tutto considerato, è difficile dunque immaginare cambiamenti prima della scadenza naturale dell’attuale cda nel 2028 e ancor più difficile prevedere cosa potrà succedere tra due anni, su un campo di gioco potenzialmente diverso.





