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Meloni si appella all’Unione Europea: “Sospenda il Patto di Stabilità”

Ariel Piccini Warschauer.

Non è solo una questione di calici e di eccellenze del Made in Italy. Al Vinitaly di Verona, la Premier Giorgia Melonisceglie lo scenario dell’orgoglio produttivo italiano per sganciare una serie di “bombe” diplomatiche che ridisegnano il posizionamento di Roma nello scacchiere mediorientale e nei palazzi di Bruxelles.

Il passaggio più pesante riguarda il rapporto con Tel Aviv. Incalzata dai cronisti sulla crisi in corso nel sud del Libano e l’escalation regionale, la Premier è stata categorica: “Il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo sulla difesa con Israele”. Una mossa che congela il memorandum di cooperazione militare in scadenza, segnando un punto di discontinuità necessario – secondo Palazzo Chigi – per favorire una de-escalation che al momento appare lontana.

“Siamo alleati, ma la situazione attuale impone una riflessione profonda sulla cooperazione bellica” ha spiegato la Meloni, precisando però che il canale diplomatico resta aperto per evitare ulteriori tensioni con Israele.

Il messaggio è rivolto anche oltreoceano. Se gli Stati Uniti restano l’alleato “strategico e prioritario”, la Premier non risparmia una stoccata alla strategia della tensione messa in atto secondo Meloni, da Trump: “Quando si è amici, bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo”. Il riferimento è chiaro: il blocco navale e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno strozzando l’economia italiana.

“La riapertura di Hormuz è vitale,” ha avvertito la Premier. “Non è solo una questione di carburante: senza i fertilizzanti che passano da lì, la nostra agricoltura rischia la paralisi.”

“Sospendere il Patto di Stabilità”

Infine, lo sguardo si sposta sull’Europa. Con l’economia di guerra che bussa alle porte, Meloni torna a cannoneggiare i rigidi vincoli di bilancio di Bruxelles. La ricetta è la stessa invocata nei momenti più bui della pandemia: sospendere il Patto di Stabilità.

“Una sospensione potrebbe aiutare certamente,” ha ribadito, sottolineando che in un momento di instabilità globale non si possono chiedere sacrifici ciechi alle imprese italiane. L’Europa, secondo la Premier, deve scegliere se essere un gigante burocratico o uno scudo reale per le proprie nazioni.

Tra i padiglioni del vino, l’Italia di Giorgia Meloni rivendica dunque un ruolo da protagonista: pragmatica, meno incline ai riflessi condizionati della diplomazia tradizionale e pronta a battere i pugni sul tavolo per difendere l’interesse nazionale.

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