Alloggi difficili anche per le famiglie sotto la soglia di povertà
La Gazzetta di Siena fa il punto sulla situazione abitativa della provincia di Siena dove c’è una crisi nella crisi. “In provincia di Siena, sono 7.959 le famiglie in affitto con un Isee inferiore a 16.500 euro, la soglia prevista per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Di queste, solo 2.257 alloggiano in strutture pubbliche e 1.088 ricevono un contributo economico per l’affitto, lasciando di fatto 4.614 nuclei familiari privi di tutela e in grave difficoltà”. Lo dice afferma Andrea Quadri, segretario provinciale del Sunia Siena, dopo che la Regione Toscana ha pubblicato il rapporto sulla condizione abitativa.
“La situazione – prosegue Quadri – è aggravata dal mancato rifinanziamento statale del fondo per il contributo affitto: a fronte di un fabbisogno stimato di 2,5 milioni di euro in provincia, sono stati erogati appena 897.000 euro, pari al 32% del necessario. Gli sfratti rappresentano una cartina tornasole dell’emergenza, con 246 richieste, 151 provvedimenti emessi e 79 esecuzioni. Il sistema Erp versa in condizioni critiche: il 55% del patrimonio, composto da 2.585 alloggi, risale a prima del 1970 e quasi il 13% risulta sfitto. La carenza di edilizia pubblica, unita alla diminuzione del 3% dei proprietari di casa rispetto al 2004 e alla difficoltà delle giovani generazioni nell’accumulare risparmi, delinea uno scenario preoccupante. È necessario che il Comune di Siena, in collaborazione con il Demanio, promuova iniziative concrete per il recupero dell’enorme patrimonio immobiliare attualmente vuoto, coinvolgendo i grandi proprietari pubblici e privati per contrastare efficacemente le criticità abitative emerse”.
Inoltre, il report sull’abitare evidenzia uno squilibrio ormai pluriennale tra il costo dell’affitto e il reddito delle famiglie: “E’ causato dal combinato disposto di diversi fattori – spiega Quadri -. Da un lato, il valore degli immobili è in costante crescita, anche a causa della sottrazione di quote di mercato al residenziale di lungo periodo: il 37% dei contratti è ormai di natura transitoria, spesso finalizzato a utilizzi turistici. Dall’altro, alla crescita dei costi delle utenze si contrappone una sostanziale stagnazione dei salari, rendendo l’accesso al mercato abitativo estremamente difficoltoso”.





