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Case di comunità per fermare l’affollamento del pronto soccorso, a giugno saranno 82

Monia Monni (nella foto) ha fatto a malincuore l’assessora regionale della sanità toscana. Lo aveva fatto capire al presidente Eugenio Giani ma alla fine ha accettato la nomina e ora aspetta il nuovo direttore generale della sanità che sarà Antonio Barretta, salvo sorprese clamorose. A La Nazione l’assessora risponde al giornalista che le ricorda che i medici del pronto soccorso chiedono da tempo l’attivazione concreta delle case di comunità e si dicono disponibili a lavorarci in prima persona per intercettare i pazienti prima che arrivino in ospedale: «Le case della comunità sono uno degli assi portanti della riorganizzazione del nostro sistema sanitario, sostenuta dal Pnrr. In Toscana siamo in una fase molto avanzata: entro giugno attiveremo le 82 strutture finanziate, portando a compimento un passaggio atteso da anni».

E il personale? «E’ importante chiarire che non si tratta di una semplice estensione del pronto soccorso sul territorio. Stiamo lavorando a una trasformazione strutturale del nostro sistema sanitario in cui la risposta ai bisogni di salute si costruisce prima dell’accesso all’ospedale, attraverso una presa in carico continuativa e organizzata».

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