Le sfide del Monte e dentro il Monte che il 15 aprile rinnova il vertice
Il Post ricostruisce quello che negli ultimi mesi è avvenuto al Monte dei Paschi a partire dall’acquisto di Mediobanca. Scrive che “con la decisione di martedì sera il cda ha fatto un passo ulteriore, e ha interrotto del tutto il rapporto di lavoro per giusta causa. La giusta causa è una ragione prevista dalla legge con cui si può licenziare legittimamente un dipendente: solitamente è una decisione che arriva dopo richiami formali ed errori. Secondo le ricostruzioni dei giornali in questo caso la decisione è stata presa dopo aver mandato a Lovaglio una lettera di richiamo per non aver comunicato coi tempi giusti l’adesione a una lista concorrente per la nomina di amministratore delegato. Avverrà in questo clima la votazione dei soci – prevista il 15 aprile – per la scelta del nuovo manager che dovrà guidare la banca. Il candidato principale del cda, nonché molto gradito a Caltagirone, è Fabrizio Palermo, manager di grande esperienza di grandi società: ora è amministratore delegato della società energetica Acea e in passato lo è stato di Cassa Depositi e Prestiti, società che fa investimenti per conto dello Stato e controllata al 100 per cento dal ministero dell’Economia. Il problema è che la Banca Centrale Europea, in qualità di responsabile ultima della vigilanza delle banche nei paesi europei, ha già espresso alcune riserve sul suo nome, sostenendo la scarsa esperienza di Palermo nello specifico settore bancario”.
In questo clima mette tristezza Siena che guarda Rocca Salimbeni senza poterci mettere il naso dentro. Potrebbe almeno dire qualcosa perché ogni volta che è stata silente di fronte agli avvenimenti della banca sono state fatte scelte che, con il senno di poi, si sono rivelate sbagliate e dannose.
Nella





