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Sei Toscana nel mirino del presidente di Estra ma non tutti i soci lo sapevano

Stefano Bisi.

E’ destinata a far rumore la dichiarazione del presidente di Estra, Francesco Macri, esponente di Fratelli d’Italia, di voler conquistare Sei Toscana: “La scalata di Estra a Sei Toscana – ha detto al Corriere di Arezzo e Siena – avrebbe una funzione strategica decisiva, per consegnare la gestione economica del servizio ai territori e non ad un soggetto che ha la cassaforte altrove. Gli amici di Iren sono un grande gruppo che opera al meglio, ma non ha afferenza territoriale. E’ legato a Reggio Emilia, Genova, Torino. Potremmo immaginare qualcosa di diverso, che riporti il servizio di gestione ambientale nel nostro perimetro. Ripeto, per fare questo occorre che la Toscana meridionale sia unita. Coingas per Arezzo e Intesa per Siena, che partecipano Estra, dovrebbero dare alla società un preciso orientamento in questo senso, volto alla crescita del capitale in Sei Toscana. E’ un’operazione importante. Un percorso ineludibile e strategico che possiamo centrare con il supporto di Alia. Occorre sinergia tra Regione e sindaci, superando posizioni preconcette. Tutto ciò nel quadro di un vero progetto industriale della “utility dei territori” per gestire acqua, ambiente ed energia in modo integrato su scala regionale. La frammentazione dei servizi è dannosa. E se restiamo piccoli, verremo indeboliti e assorbiti; se invece facciamo squadra, possiamo competere con i grandi player nazionali”.

Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud, vede il Gruppo Iren come socio industriale di riferimento e sottopone l’azienda a direzione e coordinamento. “Gli amici di Iren”, come li definisce Macrì, saranno d’accordo su questa operazione della quale pare non siano stati informati tutti i soci di Estra, che è una società pubblica, strutturata su quattro principali multiutility toscane e marchigiane: Alia (Prato) detiene il 39,50%, seguita da Intesa (Siena) col 25,14%, Coingas (Arezzo) col 25,14% e Viva Energia (Ancona) con il 10,00%. Sono tutti d’accordo i soci di Estra oppure è una fuga in avanti di Macrì che attende, come ha ammesso, la designazione del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli che peraltro scade alle elezioni di maggio? Come si capisce dalle dichiarazioni fatte, il presidente di Estra vorrebbe essere confermato nel ruolo anche se l’aspirazione massima sarebbe quella di andare a presiedere Leonardo, l’azienda pubblica oggi guidata dall’ambasciatore Stefano Pontecorvo. Riuscirà nel raddoppio? Si dovrà “accontentare” di una delle due oppure andrà a ricoprire un incarico in un ente minore? L’uscita su Sei Toscana potrebbe essere stata improvvida.

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