Il riciclo dei pannelli fotovoltaici da problema a opportunità, ne parla il presidente di Sienambiente
Stefano Bisi.
Come smaltire i pannelli fotovoltaici a fine ciclo è un problema che da tempo assilla scienziati, politici e imprenditori. A Rapolano terme, in provincia di Siena, è nato l’impianto di Semia Green, la società del Gruppo Iren e partecipata da Sienambiente.
Grazie a un investimento di 4,5 milioni di euro e avanzate soluzioni tecnologiche, l’impianto permette di recuperare il 95% dei materiali che compongono i moduli. Alluminio, vetro, silicio e rame potranno essere avviati alle industrie del riciclo per la produzione di nuovi beni di consumo.
- Presidente di Sienambiente è Tiziano Scarpelli. L’impianto per il riciclo dei pannelli fotovoltaici come funziona?
I pannelli dismessi gestiti dall’impianti subiscono un trattamento solamente meccanico che consiste nello smontaggio del telaio del singolo modulo necessario a prelevare i materiali. Il tutto è finalizzato a estrarre il 95% dei componenti che costituiscono i pannelli come l’alluminio, il vetro, il silicio, il rame e plastica. Di fatto sono materie prime che vengono avviate a riciclo, ciascuna nel settore industriale specifico, per la produzione di nuovi beni di consumo. Il vetro, per esempio, che è di ottima qualità, viene mandato a delle vetrerie presenti nella nostra Regione che lo trasformano in bottiglie. Questo è il primo impianto in Toscana ed è autorizzato al recupero di 9.000 tonnellate all’anno di pannelli fotovoltaici a fine vita. Grazie a un investimento di 4,5 milioni di euro l’impianto gestirà, dal 2027, fino a 200 mila pannelli all’anno. Numeri che rendono il sito di Rapolano tra i più avanzati nel panorama nazionale e un tassello operativo, a livello regionale, della filiera dell’economia circolare legata alle energie rinnovabili.
- Quali ricadute occupazionali ha sul territorio?
Una volta a regime, nello stabilimento saranno impiegati 15 addetti diretti, tra operai, responsabili e impiegati. Ma dobbiamo considerare anche l’indotto con aziende e artigiani del territorio che beneficeranno dell’impatto positivo di questo nuovo sito produttivo. Per i lavoratori diretti si tratta di contratti stabili e qualificanti che sono inseriti nel contesto dell’economia circolare, un settore in via consolidamento e crescita. Consideriamo che secondo il Laboratorio Ref Ricerche, si stima che entro il 2050 oltre ai 300 milioni di pannelli fotovoltaici già installati, altri 20 milioni di pannelli saranno allacciati alla rete. Nel giro di pochi decenni, il numero di pannelli destinati alla dismissione aumenterà di quasi trenta volte e si passerà, sempre secondo gli studi di settore, dai circa 427.000 pannelli smaltiti nel 2025 a oltre 12 milioni nel 2050, con un corrispondente incremento della quantità da trattare. Da questi dati si può capire il valore e la portata delle ricadute occupazionali, a livello nazionale e locale.
- Che effetto le fa essere alla guida di una societa’ che cerca di conciliare sviluppo e sostenibilita’ ambientale?
E’ una grande responsabilità ma anche una sfida affascinante. L’economia circolare di fatto è in divenire e niente è scontato. Da una parte, quindi, c’è un senso di responsabilità perché gli obiettivi connessi alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile sono ambiziosi. Dall’altra, lavorare in questo settore è motivo di orgoglio e di soddisfazione, non solo personale, ma in relazione a quanto riusciamo a dare al nostro territorio. Lo sviluppo industriale, per come lo interpretiamo a Semia Green, non può che essere sostenibile, sia economicamente che ambientalmente. L’impianto di pannelli di riciclo dei pannelli fotovoltaici che abbiamo presentato di recente, proporzionalmente alle sue dimensioni, ha messo insieme ambiente, riciclo e creazione posti di lavoro proponendo una soluzione a quello che poteva diventare un problema. Siamo molto soddisfatti del progetto e motivati ad andare avanti su questa strada.




