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Medici della Lucchesia nella Resistenza

Roberto Pizzi.

Diversi furono i medici che parteciparono, più o meno attivamente, alle vicende della Resistenza  nella provincia di Lucca. Fra quelli della Garfagnana, che furono anche partigiani combattenti,occorre ricordare Abdenago Coli, organizzatore della banda di Careggine (comune montano situato sul versante orientale della Alpi Apuane), che poi confluirà nella Divisione Lunense con il nome di Brigata Garfagnina. Coli era originario di questo paese, dove era nato nel 1904, ma esercitava la professione a Santa Maria del Giudice, sulla strada, che porta a Pisa  transitando dalla galleria posta sul “monte per che i Pisan veder Lucca non ponno( Dante, canto XXXIII dell’Inferno).

Nel n. 45/46 della rivista “Documenti e Studi dell’Istituto Storico della Resistenza di Lucca” (2019)  Feliciano Bechelli, nel suo saggio “Medici sul fronte garfagnino”, narra le vicende, dopo l’armistizio dell’8 settembre che videro partecipe il dottore  Coli, il quale si era rifiutato di aderire alla R.s.i., venendo anche incarcerato dai fascisti per un breve periodo. Tornato nel suo paese natale della Garfagnana, organizzò un nucleo partigiano di una quarantina di persone. Di questa banda curerà l’organizzazione, il reperimento dei mezzi di sostentamento e le cure sanitarie, ma parteciperà anche ad azioni di sabotaggio contro i nazisti ed in uno scontro a fuoco sarà ferito, riportando la mutilazione dell’anulare della mano sinistra. Alla fine della guerra Coli tornerà aSanta Maria del Giudice, dove  riprenderà la attività sanitaria,  trasferendo poi la gestione dell’ambulatorio a   suo figlio Coluccio Coli, anche’egli medico condotto (per inciso Coluccio sarà consigliere nel comune di Lucca  per il P.r.i. nel periodo 1970-75, e poi  nel P.s.i. tra il 1990 e 1993). Abdenago Coli morirà nel 1994 a Lucca.

Fra gli altri medici della Garfagnana che in qualche maniera collaborarono coi partigiani  si ricordano anche i nomi di Demetrio Messuti, che fu presidente del CLN di Castelnuovo , primario e direttore sanitario del locale ospedale; Diego Cecchini, Alberto Venelli, Mario Buoni, Ideale Del Carpio, Giovanni Pelliccioni e Guido Guidugli.

A questo elenco va aggiunto il nome del giovane Leandro Puccetti, che medico  non lo era ancora,ma lo sarebbe divenuto se non fosse caduto in combattimento nella sfortunata e impari battaglia di Monte Rovaio, quando era ancora uno studente di medicina a pochi esami dalla laurea. Puccetti era stato il fondatore e comandante del gruppo partigiano operante in Garfagnana, denominato “Valanga”. Di lui voglio ricordare che, ferito gravemente, fu ricoverato all’ospedale di Castelnuovodove morì utilizzando il nome di Sergio Marinai, suo parente che era prigioniero in Africa. Marinai sarebbe stato poi Ragioniere capo dell’Ufficio Segreteria del Comune di Capannori, e di lui ho un ricordo diretto, in quanto amico e collega di lavoro di mio padre. Alla fine della guerra, rientrato dalla prigionia, Marinai si ritrovò burocraticamente cancellato dal consesso civile, in quanto registrato fra i morti anagrafici, dato che Leandro Puccetti aveva usato il suo nome, e non poche furono le difficoltà per recuperare la sua identità.

In Versilia, altra zona della Lucchesia interessata alle vicende belliche, si ricordano i nomi del  viareggino Tristano Zekanovsky (di origine russe)  che farà parte della brigata partigiana “Ugo Muccini”, la quale operava nel territorio massese dove morirà  in un combattimento nell’ottobre del 1944. Ancora fra i versiliesi, si ricordano i dottori Athos Del Magro, della formazione “Garosi”, e Renato Bastianelli. 

A Capezzano Pianore è rimasta nella memoria collettiva la tragica vicenda del medico condotto del paese,  Carlo Romboni, nato a Camaiore il 5 marzo del 1900, che era denominato “il dottorino dei poveri”. Già mal visto dai fascisti per le sue  idee, quando a Camaiore fu ucciso un soldato tedesco, i nazisti per rappresaglia decisero di fucilare sette ostaggi nelle loro mani: fra questi vi era anche il medico Carlo Romboni (si veda Raffaello Domenici, nel n. 45/46  della rivista Documenti e Studi, sopra citata).

A Pietrasanta, infine, sono da ricordare Pietro Lucchesi e suo figlio Mario, entrambi medici locali (la loro famiglia era originaria di Castiglione di Garfagnana). Pietro, il padre (1878-1953) fu direttore dell’Ospedale di Pietrasanta e presidente della Croce Verde versiliese dal 1931 al 1932 e dal 1936 a 1938. Pietrasanta gli ha intitolato l’ospedale cittadino. Mario  (1908-1989), condivideva le idee liberali del padre insieme al quale collaborò col movimento clandestino antifascista versiliese. A loro due va ascritto il merito di avere salvato le famiglie ebree degli Sraffa e dei Ventura dall’arresto dei nazisti. Nel 2016 a Mario Lucchesi venne riconosciuto il titolo di “giusto fra le nazioni” ed il suo nome è onorato dallo Yad Vashem di Gerusalemme.

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