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Tempesta sul Golfo, Teheran colpisce il Gnl in Qatar

Ariel Piccini Warschauer.

Il conflitto in Medio Oriente entra in una nuova, pericolosa fase “energetica” che minaccia di mandare in cortocircuito le catene di approvvigionamento globali. Dopo il raid di ieri condotto dalle forze congiunte di Stati Uniti e Israele contro il mega-giacimento iraniano di South Pars, Teheran ha risposto colpendo le infrastrutture strategiche del Qatar, segnando un’escalation che i mercati temevano fin dall’inizio delle ostilità.

Ritorsione su Ras Laffan: il gas come arma

Nella notte, missili balistici iraniani hanno preso di mira il polo di Ras Laffan, il centro nevralgico della produzione di Gas Naturale Liquefatto (GNL) del Qatar. La scelta dell’obiettivo non è casuale: il Qatar condivide con l’Iran il più grande bacino di gas al mondo (North Dome/South Pars). Colpendo i terminali di Doha, l’Iran invia un messaggio chiaro: se le proprie capacità di export vengono neutralizzate, nessun produttore della regione resterà indenne.

La reazione dei mercati: Greggio e Gas in rally

La fiammata dei prezzi è stata immediata e violenta:

Il Brent è schizzato a 108,60 dollari al barile (+8% in poche ore), mentre il WTI ha superato quota 98 dollari. Gli analisti di Goldman Sachs avvertono che, con lo Stretto di Hormuz di fatto paralizzato, il barile potrebbe testare la soglia dei 120 dollari entro il fine settimana.

Gas Naturale: Il TTF di Amsterdam ha registrato un balzo del 15%, riflettendo l’ansia per le forniture di GNL verso l’Europa, già messe a dura prova dalla crisi russa.

Le Borse sono ovunque in affanno: I listini europei in rosso, con Milano che cede l’1,8%, appesantita dai timori di un nuovo shock inflattivo che potrebbe frenare il percorso di allentamento monetario della BCE.

Lo scacchiere geopolitico: l’ultimatum di Trump

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto con un messaggio durissimo, definendo l’attacco al Qatar “un atto di guerra contro l’economia mondiale”. Trump ha minacciato di “cancellare dalle mappe” le restanti infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non cesserà immediatamente le ostilità.

In Italia, il Governo segue con estrema attenzione il dossier. La premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi con i vertici di Eni ed Enel per valutare i rischi sugli stoccaggi e la sicurezza degli approvvigionamenti per il prossimo trimestre ma le misure adottate dal Governo con la riduzione delle accise mobili avranno valore solo per i prossimi venti giorni.

“Siamo di fronte a una guerra d’attrito sulle infrastrutture critiche,” spiega un analista di settore. “Il rischio non è solo il prezzo, ma la disponibilità fisica della molecola. Se Ras Laffan dovesse restare offline per settimane, l’Europa si troverebbe scoperta nel suo momento peggiore con conseguenze devastanti per i cittadini e i consumatori europei”.

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