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Il referendum, il rottamatore e la salute che viene prima del Sì e del No

Le opinioni di Claudio Velardi sono profonde e spesso condivisibili ma in questo caso proprio no. Ha scritto: “A quattro giorni dal voto sul referendum, nel pieno della madre di tutte le battaglie per la civiltà giuridica del Paese, a fare rumore non sono solo gli schieramenti, ma le diserzioni. Le fughe. Per capirle, vale la pena raccontare una storia. C’era una volta un ragazzo che, non molto tempo fa, prometteva di ribaltare il mondo. Aveva fretta, un’energia straripante e l’ambizione dichiarata di smantellare il vecchio sistema pezzo per pezzo. Voleva mandare i vecchi arnesi a casa, rottamare le rendite di posizione. Agli occhi di molti appariva come un vero incendiario, l’unico capace di sfidare i poteri intoccabili a viso aperto, senza farsi tremare le gambe”. Non fa il nome di quel “ragazzo” ma lo si intuisce. Quel ragazzo “che, non molto tempo fa, prometteva di ribaltare il mondo” ci ha fatto sapere con un video che negli ultimi giorni era molto preoccupato per la sua salute e quindi il silenzio del rottamatore sul referendum è, per me, ampiamente giustificato.

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