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L’assenza dei partiti modifica le radici della nostra democrazia

Mancano sette giorni al referendum sulla giustizia e Ilvo Diamanti su La Repubblica ricorda come dai tempi di Tangentopoli molto sia cambiato, ma la distanza tra i poteri dello Stato non sembra essersi ridotta. Anche perché, nel corso del tempo, il sentimento dei cittadini verso la politica non sembra essere cambiato. Semmai, si è inasprito. Per verificarlo è sufficiente osservare il rapporto “Gli italiani e lo Stato” condotto da LaPolis-Università di Urbino. In fondo alla graduatoria, come sempre, si collocano “i partiti”. Ormai un “participio passato”. Partiti e non si sa verso quale “destinazione”. Di certo “destinati” a non tornare, Per molto tempo, almeno…soprattutto perché, in tempi di “personalizzazione della politica”, sono stati sostituiti dai leader. E “dalle” leader. Visto che i principali partiti sono guidati da donne. Il legame della democrazia con i partiti ha ragioni storiche. Perché i “partiti” riassumono e interpretano le “parti” che ne “rappresentavano” gli interessi e i valori. All’origine del significato stesso della nostra democrazia. “Rappresentativa”. La personalizzazione rischia, per questo, di modificare le radici della nostra democrazia. E di condizionarne il percorso, in ogni passaggio. Compresi i referendum. Una questione apparsa evidente nel referendum, che si è svolto dieci anni fa. Nel (dicembre) 2016, per “confermare” il superamento del bicameralismo paritario, proposto e voluto da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi (nella foto). La riforma definita, per questo motivo, “Renzi-Boschi” venne bocciata dagli elettori. Un esito che spinse alle dimissioni lo stesso Renzi, al tempo presidente del Consiglio. E ciò spiega il motivo che ha indotto il (la) capo(a) del governo a chiarire che, comunque vada il voto, non intenda dimettersi. Anche se ne risulterebbe sicuramente indebolita. Perché, “nonostante i partiti siano partiti”, è indubbio che la loro assenza sia visibile. E significativa. In quanto indebolisce il fondamento sociale del sistema politico e, dunque, della democrazia.

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