#CULTURA

Il carcere non si addice ai bambini

Giovanna Baldini.

Il libro Senza colpe. Bambini in carcere di Paolo Siani affronta l’annoso, e non ancora risolto, problema dei minorenni in carcere con le madri.

Un piccolo libro prezioso perché mette al corrente, grazie alla testimonianza di otto esperti del settore circa la situazione italiana sulla reclusione delle mamme con prole.

Nel libro ci sono i contributi di medici, garanti, giuristi, sociologi, che a vario titolo sono interessati alla questione e che di persona hanno visitato quei luoghi, a volte carceri come Rebibbia, a volte strutture come l’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per Madri detenute) di Lauro in Campania. Queste sono a custodia attenuata, ma pur sempre istituti penitenziari.

Gli scrittori esprimono nelle loro pagine tutte le difficoltà dei minori a sviluppare una crescita sana e normale nel corpo e nella mente.

Molto caldeggiata la questione dei bambini reclusi da Paolo Siani, pediatra ed ex deputato, che da anni si impegna in Parlamento e fuori per portare all’attenzione pubblica questa vicenda italiana e mantenerne costante l’interesse. Che ha attraversato momenti diversi legati ai non pochigoverni succedutisi fino all’ultima proposta di legge presentata l’11 dicembre 2019 e approvata all’unanimità alla Camera dei deputati il 30 maggio 2022. Poi tutto si è fermato fino al disinteresse di oggi. Il libro chiarisce con un contributo di Lorenzo Chieffi, professore di Diritto pubblico e costituzionale, alcuni temi della proposta di legge del 2019. Per esempio, sostiene che per favorire il diritto del minore a conservare la naturale relazione con la madre detenuta e crescere serenamente sia preferibile una forma di esecuzione della pena con accesso alle misure alternative: la detenzione domiciliare o il ricorso a strutture di accoglienza a custodia attenuata.

I contenuti del libro, uscito nel 2023, sono di grande importanza civile e aprono al lettore interessanti squarci di vita infantile tra le sbarre. Leggiamo che i bambini sono portati a scuola in pulmino e poi rientrano a “casa”, festeggiano compleanni con la madre dentro e anche fuori, se hanno altri fratelli, si fanno fotografare sorridendo. Una vita apparentemente normale. Ma, come sottolinea la fotografa Anna Catalano in un articolo, gli stessi bambini a distanza di qualche anno non sorridono più e le loro espressioni rivelano tristezza e inquietudine. Quella parte della vita dei minori trascorsa in carcere è un’esperienza profondamente anomala. La prima parola detta da questi bambini, per esempio, è “apri”. Forse perché è quella che sentono pronunciata più frequentemente dagli adulti… 

Nelle loro giornate da reclusi incolpevoli essi imparano a difendere se stessi e la madre dal giudizio dei compagni esterni, perché capiscono di essere diversi, ne provano vergogna e cominciano a mentire. E, come dicono gli esperti, lo sviluppo della psiche, così condizionato dalla vita del carcere, avrà conseguenze irreparabili.

Di questi studi sono già disponibili i dati: i bimbi che sono stati ristretti si ammaleranno più facilmente degli altri di gravi patologie e saranno portati inevitabilmente a compire atti delinquenziali. Avranno un futuro segnato per sempre. Sono innocenti, sono senza colpa, ma sono in galera.

In tempi incerti di politiche sospettose e securitarie, Paolo Siani, pediatra e uomo pubblico dalla parte dei bambini con il suo libro ha richiamato l’attenzione sul tema e su quanto sia urgente trovare una soluzione.

Paolo Siani, Senza colpa Bambini in carcere, Guida Editori, 80121 Napoli 2023, pp. 116, euro 18,00

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