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Giornata convulsa e posizioni contraddittorie sul Medio Oriente

Paolo Mazzanti su InPiù parla della posizione del governo sulla guerra e rileva contraddizioni sul comportamento. Scrive: “Non siamo in guerra e non ci entreremo” ha rassicurato la premier Meloni questa mattina da una radio privata prima che iniziasse il dibattito in Parlamento sulla guerra in Iran, introdotto dai ministri Tajani e Crosetto, l’unico che ha affermato che l’attacco di Usa e Israele è avvenuto “fuori dal diritto internazionale” e senza avvisare gli alleati. Per il resto, al termine di una giornata convulsa, le conclusioni per il nostro Paese sono queste. Parteciperemo con Francia e Grecia al coordinamento della difesa di Cipro, partner europeo che è stato colpito da un drone iraniano. Invieremo mezzi di difesa (compresa una batteria antimissile Sam-t) ai Paesi del Golfo che ne hanno fatto richiesta contro gli attacchi iraniani.
 
Gli Usa non ci hanno richiesto di utilizzare le loro basi nel nostro Paese per gli attacchi in Iran: se lo faranno, il governo rimetterà la decisione al Parlamento. Abbiamo ridislocato 250 nostri militari dalle basi mediorientali più esposte. Proseguiamo il rimpatrio delle decine di migliaia di italiani dal Golfo. Infine, anche per rispondere alle pressanti richieste delle opposizioni, la premier Meloni ha deciso di anticipare di una settimana, dal 18 all’11 marzo, le proprie comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo di marzo. Quindi mercoledì prossimo si replica.

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