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Da Firenze a Gerusalemme perché si soffre di più a stare lontani

«Meglio viverla qui, tra gli allarmi e i rifugi. La gente vuole esserci. Si soffre di più a stare lontani». Renzo Ventura, avvocato in pensione, emigrato da Firenze in Israele, risponde da Gerusalemme. E riassume così il sentimento di tanti israeliani nati in Italia e con un legame forte con il paese di origine. Gerusalemme, meno esposta in altre situazioni di emergenza degli ultimi due anni e mezzo, è ora uno dei fronti “caldi”. Nelle scorse ore frammenti di un missile iraniano sono caduti a breve distanza dal Monte del Tempio, rischiando di provocare danni anche ai luoghi sacri dell’Islam. «La casa in cui vivo è abbastanza nuova, quindi abbiamo la stanza blindata (mamad). Appena suona l’allarme ci rifugiamo dentro», racconta Ventura. L’andirvieni tra il mamad e resto della casa è continuo «e anche adesso, mentre stiamo parlando, si sentono scoppi in lontananza». Il dialogo è pubblicato da Pagine Ebraiche.

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