#ECONOMIA #TOSCANA #TRANSIZIONE ECOLOGICA #ULTIME NOTIZIE

Piombino e l’età adulta, oltre i tatticismi è il momento della responsabilità

Pablo Cinci*.

L’Associazione Appello per il Lavoro e lo Sviluppo a Piombino saluta con favore l’apertura del tavolo di confronto tra la Regione Toscana e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). È un segnale di pragmatismo che accogliamo non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una fase nuova: quella dell’età adulta per la politica e per il territorio.

Il Memorandum come bussola, non come dogma. In questo confronto, il Memorandum per Piombino (allegato all’Ordinanza Commissariale n. 140/2022) deve rappresentare il referente autorevole, la traccia programmatica su cui misurare la serietà degli impegni statali. Non lo invochiamo come un documento da adottare acriticamente nella sua interezza, ma come la base negoziale minima da cui partire per garantire a Piombino ciò che le spetta di diritto: bonifiche, infrastrutture e un reale abbattimento dei costi energetici per le nostre imprese e famiglie.

Il paradosso economico e lo spreco di Vado Ligure. Non possiamo ignorare l’irrazionalità economica legata all’ipotesi del trasferimento della FSRU a Vado Ligure. Le stime dell’ARERA sono spietate: parliamo di un costo di trasloco che si aggira sui 436 milioni di euro. Una cifra enorme che graverebbe sulle bollette degli italiani e che vanificherebbe l’investimento già sostenuto e collaudato nel porto di Piombino.

Sarebbe un controsenso logico: spendere centinaia di milioni di soldi pubblici per smantellare un’opera che funziona, solo per inseguire promesse di delocalizzazione che non rispondono ad alcuna logica di efficienza industriale.

La sicurezza nazionale: l’industria che funziona. È bene ricordare che il rigassificatore di Piombino è stato riconosciuto come infrastruttura strategica per la sicurezza energetica nazionale ai sensi del D.L. 50/2022 (Decreto Aiuti). Questo riconoscimento legislativo implica che l’intera infrastruttura — le opere a terra, gli allacciamenti e la banchina — dovrà essere mantenuta in condizioni di esercire la sua attività in modo permanente, a prescindere dalla posizione della nave.

Ma c’è un dato che emerge sopra ogni tatticismo: in fondo questa nave è un’industria e, a voler essere maligni, è oggi una delle poche che sul nostro territorio funziona davvero, garantendo flussi, lavoro e centralità allo scalo. Combattere l’unica realtà produttiva che marcia a pieno regime, mentre altri tavoli industriali restano tristemente al palo, è un lusso che Piombino non può più permettersi.

Chi si prenderà la colpa della storia? Siamo giunti al momento della verità. Il tema non è su chi cadrà la responsabilità politica della permanenza della nave.La vera domanda, quella che resterà scritta nei verbali della storia di questo territorio, è un’altra: chi si prenderà la colpa di aver fatto perdere a Piombino, per l’ennesima volta, l’appuntamento con la sua possibilità di rilancio?

Piombino sta aspettando da troppo tempo. Non c’è più spazio per l’infanzia della protesta fine a se stessa; è il tempo della maturità, della gestione consapevole e della responsabilità verso una comunità che merita lavoro, dignità e uno sviluppo sociale all’altezza della sua storia.

*Pablo Cinci è il presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino

Piombino e l’età adulta, oltre i tatticismi è il momento della responsabilità

Olimpiadi in Toscana? Ma si profila il

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti