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Quel 10 febbraio del 1986 raccontato dal figlio di Lando Conti, il sindaco del sorriso ucciso dalle Brigate Rosse

E’ stata una commemorazione vera, sentita e molto partecipata quella di Lando Conti alle Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica a Firenze. Quando Lorenzo, figlio del sindaco del sorriso, ha raccontato come seppe la notizia dell’assassinio del babbo abbiamo sentito i brividi sulla pelle. “Quel pomeriggio del 10 febbraio 1986 ero in palestra – ha detto Lorenzo – e ricevetti una telefonata dalla mamma che mi diceva di un incidente capitato al babbo. Presi la macchina e andai sul sul posto. Un poliziotto mi disse che avevano ucciso Lando Conti. Non sapeva che io ero il figlio. Forse lo capì un attimo dopo”. In questi 40 lunghi anni Lorenzo ha tenuto vivo il ricordo del sindaco del sorriso auspicando che eventuali nuove indagini portino all’individuazione di tutti i responsabili di quell’omicidio politico delle Brigate Rosse.

Quel delitto politico venne preceduto da una campagna diffamatoria nei confronti di Lando Conti, definito sui manifesti murali “mercante di morte” come il suo amico ministro della difesa Giovanni Spadolini.

Della profonda umanità e del rigore morale del mazziniano, repubblicano e massone Lando Conti ha parlato uno dei suoi amici e compagni di partito Armando Niccolai mentre Massimo Nardini, autore di una biografia sul sindaco, ha fatto emergere le qualità di amministratore che in due anni ha portato a termine realizzazioni e ha ispirato così tante opere da far pensare che il suo mandato sia stato molto più lungo dei soli due anni in cui ha indossato la fascia tricolore della città che ha amato.

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