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Esteri

Ma quale svolta socialista negli Stati Uniti, l’Europa riscopra la propria storia di conquiste sociali e politiche

Pile of newspapers on white background

Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano critica con toni sarcastici l’entusiasmo suscitato in Italia dalla vittoria democratica alle elezioni americane di metà mandato, contestando soprattutto l’idea che il risultato rappresenti una svolta progressista da prendere a modello. Secondo l’autore, la sconfitta di Trump, come quella di molti presidenti statunitensi nelle midterm, non giustifica le celebrazioni di chi intravede una rinascita della sinistra americana. Travaglio prende di mira in particolare i dirigenti del centrosinistra italiano, da Elly Schlein a Paolo Gentiloni, che hanno indicato nell’attenzione ai salari, al carovita e alle disuguaglianze la lezione da importare dagli Stati Uniti. L’autore giudica paradossale che l’Europa, patria del socialismo e dello Stato sociale, debba riscoprire attraverso i democratici americani principi che appartengono da tempo alla propria tradizione politica. L’editoriale ridimensiona inoltre l’immagine progressista dei nuovi esponenti democratici, sottolineando le ingenti somme investite nelle campagne elettorali. Travaglio cita il caso di James Talarico, vincitore in Texas con una campagna da 146 milioni di dollari, e richiama i riferimenti religiosi di alcuni candidati, giudicandoli poco coerenti con l’immagine di una sinistra radicale e laica. A suo avviso, anche la bocciatura della tassa sui grandi patrimoni in California contraddice la narrazione di una svolta socialista negli Stati Uniti. La conclusione è una critica al provincialismo politico e culturale italiano: anziché cercare continuamente modelli oltreoceano, sostiene Travaglio, la sinistra europea dovrebbe valorizzare la propria storia di conquiste sociali e politiche.

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