Che cosa significa la bocciatura di Trump negli Stati Uniti
Antonio Polito sul Corriere della Sera si interroga sul significato della netta vittoria democratica alle elezioni americane di metà mandato: l’inizio di un duraturo spostamento a sinistra dell’elettorato o semplicemente una bocciatura di Donald Trump? Il risultato, caratterizzato da un ampio travaso di consensi e da importanti primati nella rappresentanza di donne e minoranze, rappresenta una delle sconfitte più pesanti per i repubblicani dal 1974. Polito invita tuttavia alla prudenza nell’interpretare il voto come una svolta ideologica. I democratici hanno conquistato gli elettori puntando sugli stessi temi che avevano favorito Trump: contrasto al carovita, all’inflazione e alle guerre all’estero. Più che cambiare orientamento politico, gli americani sembrerebbero aver cercato risposte diverse alle medesime difficoltà. L’autore individua però l’emergere di una nuova sinistra sociale, meno concentrata sulle battaglie identitarie e più attenta a redditi e disuguaglianze, capace di contendere ai conservatori il consenso di giovani, latinos e ceti popolari. I risultati di alcuni referendum fiscali, tuttavia, suggeriscono che non si sia verificata una generale conversione dell’elettorato a politiche progressiste. La portata internazionale del voto resta quindi incerta e sarà messa alla prova dalle prossime elezioni europee. Trump potrebbe aver compromesso la credibilità del movimento MAGA, spingendo anche i repubblicani, a partire da JD Vance, a cercare una nuova identità. La novità più significativa, secondo Polito, è il ritorno della partecipazione elettorale: negli Stati Uniti hanno votato 12 milioni di persone in più rispetto alle precedenti midterm. Una tendenza osservata anche in altri Paesi che, se coinvolgesse i giovani mobilitati nelle piazze europee, potrebbe cambiare gli equilibri politici anche in Italia.





