Due targhe per ricordare Enrico Mattei e Dante Nocentini che raccontarono l’alluvione di Firenze
Due targhe per ricordare chi, con il proprio lavoro, contribuì a far conoscere all’Italia e al mondo la tragedia dell’alluvione del 4 novembre 1966. In occasione del sessantesimo anniversario, il Comune di Firenze rende omaggio a Enrico Mattei, all’epoca direttore de La Nazione, e Dante Nocentini, allora capo della redazione Toscana dell’Ansa, protagonisti di due testimonianze giornalistiche fondamentali per raccontare la drammatica situazione della città e richiamare l’attenzione nazionale sull’emergenza. L’iniziativa nasce da una proposta dell’Associazione Stampa Toscana, condivisa e sostenuta dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana, accolta dall’amministrazione comunale. Le due targhe saranno scoperte lunedì 2 novembre nel corso di altrettante cerimonie: la prima alle ore 13 nella sede de La Nazione, in viale Giovine Italia, dedicata a Enrico Mattei; la seconda alle 14.15 in via de’ Pucci, in memoria di Dante Nocentini.
Enrico Mattei dirigeva La Nazione quando l’Arno sommerse Firenze, invadendo anche la nuova sede del quotidiano, inaugurata da poco nei pressi di piazza Beccaria, con oltre quattro metri di acqua e fango. In quelle ore drammatiche scrisse una memorabile lettera aperta al presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, contribuendo a far comprendere alle istituzioni nazionali la gravità della catastrofe che aveva colpito la città.
Dante Nocentini, capo della redazione Toscana dell’Ansa, fu invece tra i primi a lanciare l’allarme a livello nazionale. Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966, attraverso la telescrivente dell’agenzia, comunicò che l’Arno era tracimato nel Valdarno e che la piena stava avanzando verso Firenze. Una notizia destinata a diventare una delle prime testimonianze giornalistiche della tragedia imminente.
“L’alluvione del 1966 ci ha lasciato tante storie di coraggio e di responsabilità, tra queste anche quelle dei giornalisti che continuarono a svolgere il proprio lavoro in condizioni drammatiche – dice l’assessore all’università e alla ricerca e coordinatore degli eventi dell’Anniversario Dario Danti –. Enrico Mattei e Dante Nocentini dimostrarono quanto il diritto a essere informati sia fondamentale, soprattutto nei momenti di emergenza. Il loro impegno ci ricorda il valore di una professione che richiede competenza, dedizione e senso di responsabilità. Con queste targhe Firenze rende omaggio a due uomini che, attraverso il proprio lavoro, seppero mettersi al servizio dell’intera comunità”.
“Con queste targhe Firenze rende omaggio a due protagonisti della propria storia, che attraverso il loro lavoro contribuirono a far conoscere al Paese la drammaticità dell’alluvione del 1966 – dichiara l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti –. La memoria di una città vive anche nei suoi luoghi, nei nomi e nelle testimonianze che scegliamo di conservare e tramandare. Ricordare Enrico Mattei e Dante Nocentini significa riconoscere il valore del loro impegno e lasciare un segno tangibile di gratitudine, perché anche le nuove generazioni possano conoscere il contributo di chi, in quelle ore terribili, si mise al servizio di Firenze”.
Soddisfatti per la decisione dell’amministrazione comunale Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana, e Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, che hanno sottolineato la sensibilità del Comune nell’accogliere la richiesta di mantenere viva e visibile la memoria di due grandi protagonisti dell’informazione. Due giornalisti che, come veri e propri ‘angeli della penna’, contribuirono con il proprio lavoro ai soccorsi e alla rinascita di Firenze, colpita da una delle più gravi tragedie del Novecento dopo la guerra.
L’omaggio della città al giornalismo dell’alluvione non si fermerà a queste due intitolazioni. L’Associazione Stampa Toscana e l’Ordine dei Giornalisti della Toscana hanno infatti proposto anche una terza targa dedicata a Marcello Giannini, all’epoca capo della redazione Rai della Toscana. Giannini fu protagonista di un’altra testimonianza rimasta nella storia dell’alluvione. Dalla sede Rai di piazza San Pier Maggiore, nel palazzo delle ‘cento finestre’, calò un microfono per documentare la situazione e far sapere all’allora direttore generale della Rai, Ettore Bernabei, che l’acqua dell’Arno aveva raggiunto quasi quattro metri di altezza, sommergendo la piazza e le strade circostanti. Si procederà presto, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, con la collocazione della targa a lui dedicata, completando così un percorso di riconoscimento e memoria che rende omaggio a tre protagonisti dell’informazione, capaci di raccontare al Paese una delle pagine più drammatiche della storia di Firenze.





