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Ci vorrebbe un po’ di umanità nella tragedia di Crans Montana per rispetto a chi è morto e a chi porta ferite profonde

Court of Law and Justice Trial Session: Imparcial Honorable Judge Pronouncing Sentence, striking Gavel. Focus on Mallet, Hammer. Cinematic Shot of Dramatic Not Guilty Verdict. Close-up Shot.

Gabriele Canè sul Quotidiano Nazionale invita ad avere un po’ di umanità sulla tragedia di Crans Montana. II problema delle tragedie di massa, è che (in un modo o nell’altro) non finiscono mai. Crans Montana, poi, è incominciata da poco, 10 mesi fa, alla discoteca Constellation. La carne violata dei ragazzi rimasti in vita, si mostra ogni tanto, a un’uscita di ospedale, visi avvolti nelle bende, lineamenti che si intravedono deformati. Per i 41 caduti di Capodanno, invece, restano solo il dolore e la rabbia dei genitori. E le foto. Il Comune le vorrebbe spostare alla periferia di Crans, un pannello, i nomi, delle stelline, 41 appunto. Molti genitori dicono no: lì sono morti, lì devono restare. Che dire? Come le foto e i fiori che costellano le nostre strade, e la riflessione che tanti di noi fanno: perché legarli in qualche modo al posto dove le loro esistenze si sono spezzate? Perché non farli volare lontano da quel dolore? Solo il cuore di un padre, di una madre, di un fratello può decidere.

Poi, il denaro. Quanto vale una vita? Orribile, c’è anche questo però nel dopo. I morti e i feriti del Constellation possono “valere” quasi un miliardo di indennizzi. E siccome a pagare dovrebbe essere il Municipio, è normale che si chieda al Cantone di vigilare sulla casse, certamente inadeguate di Crans. Una cautela che non nasce certo da voracità dei parenti, ma dalla difficoltà che fino ad ora si è avuta per ottenere assistenza e giustizia. È vero che ogni Stato ha sue regole, procedure. Ma è altrettanto certo che la Svizzera non ha dimostrato una partecipazione per noi adeguata. Si ha più memoria di solleciti, di pressioni singole e istituzionali, che di azioni autonome delle autorità locali.

Adesso le foto, i risarcimenti. Fra due mesi è capodanno. Il primo. È troppo chiedere che di fronte alla sofferenza dei vivi, sia anche l’ultimo dei tira e molla, delle carte da bollo? Che ci sia umanità, slancio? Che almeno in questo, alla tragedia di Crans si possa scrivere la parola fine.

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