Ecosistema urbano, Siena passa dal trentesimo al novantesimo posto
Il circolo di Siena di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi commenta il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente e Il Sole 24 Ore, dove Siena passa dal 30° al 90° posto su 106 capoluoghi di provincia, perdendo 60 posizioni in un solo anno. Un risultato così non si spiega con la sfortuna, e a pesare sono prima di tutto le negligenze dell’amministrazione.
Per 9 indicatori su 19 il Comune non ha trasmesso i dati a Legambiente, che ha applicato un malus alla valutazione complessiva. L’anno scorso, quando Siena era 30ª, gli indicatori privi di dati erano tre: Pm2,5, ozono e ZTL. In dodici mesi si è dunque passati da tre a nove indicatori non rendicontati: Ozono, PM2,5, dispersione della rete idrica, consumi idrici domestici, rifiuti urbani (produzione), offerta di trasporto pubblico, isole pedonali, ZTL e alberi in area urbana. Senza dati non c’è monitoraggio, e senza monitoraggio non c’è politica ambientale. Per un assessorato all’Ambiente è una mancanza grave.
Dove i numeri ci sono, il quadro è tutt’altro che rassicurante. La produzione di rifiuti ci colloca al 91° posto (con 630 kg/ab all’anno), peggio dell’86° dello scorso anno, ed è la voce peggiore del bilancio ambientale della città. La raccolta differenziata, ferma al 62,5%, vale il 72° posto: è in lieve miglioramento rispetto al 78°, ma resta ben lontana da quanto una città come Siena dovrebbe raggiungere. Anche sul verde le cose non vanno: perdiamo due posizioni per numero di alberi ogni 100mila abitanti, e il verde totale ci vale appena il 72° posto (15,1 mq/ab). Sul consumo di suolo siamo al 66° posto per l’indice sintetico di efficienza e registriamo una crescita di 1,4 mq/ab nel quinquennio, il tasso di motorizzazione ci porta al 72° posto (72 auto ogni 100 abitanti), il solare pubblico al 62° posto (2,83 kW/1000 ab) e il biossido di azoto all’81° posto (23 microgrammi/mc), in peggioramento rispetto all’anno scorso. Le uniche note positive sono le polveri sottili Pm10, dove siamo 18° (16 microgrammi/mc), e il patrimonio arboreo, che deve molto alla geografia del nostro territorio e poco alle scelte di chi governa.
A questo si aggiungono le risorse impegnate per una Comunità Energetica Rinnovabile comunale annunciata con grande enfasi e mai partita, mentre le CER nate dal basso, come Sienaenergie, sono andate avanti da sole. Di fronte ai risultati, l’amministrazione ha scelto di alimentare una polemica con la Provincia di Siena, un modo per spostare l’attenzione dai propri ritardi che ai cittadini non serve.
Per questo chiediamo alla Sindaca Fabio se è soddisfatta dell’operato dell’ assessora Magi. I senesi, che pagano le tariffe e vivono la città ogni giorno, non lo sono affatto. Chiediamo la trasmissione immediata dei dati mancanti, un piano straordinario sui rifiuti con obiettivi chiari di riduzione e tariffazione puntuale, e piena trasparenza su costi, tempi e responsabilità della CER comunale.





