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Economia

Quello che ha detto Carlo Messina nel corso degli anni, tutto chiaro anche per chi non distingue un assegno da una cambiale

Stefano Bisi.

Proviamo a conoscere meglio le idee su risiko bancario e Antitrust del “capo” di Intesa Sanpaolo Carlo Messina (nella foto), la banca che ha lanciato l’opas sul Monte dei Paschi partendo dalle dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni.

1. 8 maggio 2026, la dichiarazione più forte

Durante la conference call sui risultati del primo trimestre 2026, rispondendo a una domanda su una possibile operazione su Generali, Carlo Messina afferma:

“In Italia abbiamo anche una quota significativa nel mercato assicurativo. Questo non ci permette di intraprendere transazioni né nel sistema bancario né in quello assicurativo in Italia, perché incorreremmo in problematiche Antitrust”.

E aggiunge: “L’Antitrust per noi è aspetto cruciale che non ci consente alcuna acquisizione”.

Messina estende il vincolo sia al sistema bancario sia a quello assicurativo italiano.

2. 2 febbraio 2026, presentazione del nuovo Piano d’impresa

Messina, in maniera coerente, ribadisce: “Non prevediamo acquisizioni, sicuramente in Italia abbiamo un problema antitrust”.

E, riferendosi all’estero: “Certamente non andremo ad acquisire banche”. La dichiarazione è riportata da Il Sole 24 Ore Radiocor durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo piano di Intesa Sanpaolo.

3. 4 febbraio 2025, conference call sui risultati 2024

“Anche sul fronte antitrust è difficile poter fare altre operazioni. Noi non faremo nessuna fusione o acquisizione in Italia. Non abbiamo nessuna intenzione di partecipare a operazioni di acquisizioni e fusioni. Stiamo ottenendo degli ottimi risultati pur senza acquisizioni. Noi non abbiamo bisogno di acquisizioni”.

4. 6 novembre 2023, intervista a Cnbc Europe

Secondo quanto riferisce MF-Dow Jones, Messina dice che Intesa Sanpaolo non può effettuare altre acquisizioni in Italia perché “c’è un problema di antitrust” e precisa: “Per Intesa Sanpaolo è molto difficile. Siamo stati una delle pochissime banche che ha compiuto un consolidamento nel nostro Paese con l’acquisizione di Ubi Banca”.

5. 4 novembre 2022, la dichiarazione che riveste molto interesse

In occasione dei risultati dei primi nove mesi 2022 Messina diceva: “Una banca come la nostra ha quote di mercato tali in Italia che è impossibile procedere a ulteriori aggregazioni, l’Antitrust non lo consentirebbe”.

La sequenza delle dichiarazioni è significativa

• 2022: “è impossibile procedere a ulteriori aggregazioni, l’Antitrust non lo consentirebbe”.

• 2023: “c’è un problema di antitrust” per ulteriori acquisizioni italiane.

• 2025: “anche sul fronte antitrust è difficile poter fare altre operazioni” e “non faremo nessuna fusione o acquisizione in Italia”.

• Febbraio 2026: “in Italia abbiamo un problema antitrust”.

• Maggio 2026: “non ci permette di intraprendere transazioni né nel sistema bancario né in quello assicurativo in Italia” e, soprattutto, “l’Antitrust […] non ci consente alcuna acquisizione”.

Le dichiarazioni del ceo di Intesa Sanpaolo del novembre 2022 e del maggio 2026 sono rilevanti: la prima collega direttamente il problema alle quote di mercato già detenute da Intesa, la seconda formula il limite in termini molto ampi, estendendolo alle operazioni sia bancarie sia assicurative.

Cronologia delle dichiarazioni

1. 4 novembre 2022 | Vincolo strutturale derivante dalle quote di mercato

“Una banca come la nostra ha quote di mercato tali in Italia che è impossibile procedere a ulteriori aggregazioni, l’Antitrust non lo consentirebbe”.

È la dichiarazione più importante per stabilire che, già nel 2022, Carlo Messina riconduceva in maniera esplicita alle dimensioni e alle quote di mercato di Intesa Sanpaolo il limite a ulteriori aggregazioni domestiche.

2. 6 novembre 2023 | Impossibilità di ulteriori acquisizioni in Italia

Nell’intervista a Cnbc Europe, Carlo Messina afferma che Intesa Sanpaolo non può effettuare altre acquisizioni in Italia perché “c’è un problema di antitrust”. Aggiunge: “Per Intesa Sanpaolo è molto difficile. Siamo stati una delle pochissime banche che ha compiuto un consolidamento nel nostro Paese con l’acquisizione di Ubi Banca”

3. 4 febbraio 2025 | Esclusione esplicita di fusioni e acquisizioni

Nella conference call sui risultati 2024, Carlo Messina dice: “Non abbiamo nessuna intenzione di partecipare a operazioni di acquisizioni e fusioni. Anche sul fronte antitrust è difficile poter fare altre operazioni. Noi non faremo nessuna fusione o acquisizione in Italia”

4. 18 giugno 2025 | Il risiko definito Far West

Durante l’evento Young Factor, Carlo Messina prende nettamente le distanze dalle operazioni in corso nel sistema bancario italiano: “Non ho nessuna intenzione di posizionare la banca in questi combattimenti veramente da Far West italiano”.

Definisce quello che sta accadendo nel settore “un caos, una confusione” e aggiunge: “Io non voglio essere infilato in nessun modo in queste tematiche”. La frase completa comprende anche: “L’ho già detto più volte, mi sono pure stufato: non ho nessuna intenzione di posizionare la banca in questi combattimenti da Far West italiano”.

5. 2 febbraio 2026 | Il problema Antitrust viene ribadito

Alla presentazione del nuovo Piano d’impresa, Carlo Messina torna sul punto: ”Non prevediamo acquisizioni, sicuramente in Italia abbiamo un problema antitrust”. Aggiunge, con riferimento alle possibili operazioni fuori dall’Italia: “Certamente non andremo ad acquisire banche”.

6. 8 maggio 2026 | La formulazione più categorica

Nella conference call del primo trimestre 2026, rispondendo a una domanda su Generali, Carlo Messina dice: “In Italia abbiamo anche una quota significativa nel mercato assicurativo. Questo non ci permette di intraprendere transazioni né nel sistema bancario né in quello assicurativo in Italia, perché incorreremmo in problematiche Antitrust”

E conclude: “L’Antitrust per noi è aspetto cruciale che non ci consente alcuna acquisizione”.

La sequenza delle dichiarazioni 2022-2026 evidenzia una posizione pubblica ripetuta di Messina: nel 2022 il ceo di Intesa Sanpaolo riconduceva alle quote di mercato della banca l’impossibilità di ulteriori aggregazioni in Italia; nel 2023 ribadiva l’esistenza di un problema Antitrust; nel febbraio 2025 escludeva esplicitamente fusioni o acquisizioni domestiche; nel giugno 2025 prendeva le distanze dal risiko bancario definendolo caratterizzato da “combattimenti […] da Far West italiano”; nel febbraio 2026 confermava il “problema antitrust” e, infine, nel maggio 2026 diceva che tale vincolo non consentiva operazioni né nel sistema bancario né in quello assicurativo italiano e “alcuna acquisizione”.

Tutto molto chiaro anche per chi non distingue un assegno da una cambiale.

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